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Legge elettorale, il governo incassa anche la terza fiducia alla Camera. Oggi il voto fina...
Ieri 07-10-26, 23:57
AGI - L'Aula della Camera ha confermato la fiducia al governo con 228 voti favorevoli, 144 contrari e 3 astenuti. Si è trattato della terza ed ultima fiducia posta dal governo sulla legge elettorale, in questo caso sull'articolo 3 della riforma, che ridisegna i collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Approvato, anche, l'ultimo articolo modificato durante il passaggio al Senato, ma senza ricorrere alla fiducia: con l'astensione di tutte le forze di opposizione viene esteso ai caregiver familiari il diritto al voto fuori sede. Oggi, 8 settembre, a partire dalle 10,30 si terranno le dichiarazioni di voto e a seguire il voto finale che non avverrà prima delle 12.30. Come comunicato in Aula dal presidente di turno Giorgio Mulè, la votazione sarà a scrutinio segreto, con il procedimento elettronico. L'appello delle opposizioni Sono state le opposizioni a chiedere ieri alla presidenza di chiarire cosa intendesse fare per "garantire l'effettiva segretezza del voto". L'appello, nell'Aula della Camera, alla fine dell'esame degli ordini del giorno sulla legge elettorale, è arrivato da Riccardo Magi, segretario di +Europa in sciopero della fame contro il nuovo testo. Nel mirino di Magi e delle opposizioni ci sono quelle che sono state definite le "vedette", posizionate in Aula o sulle tribune per controllare il comportamento dei colleghi ed evitare il rischio di franchi tiratori. "Abbiamo visto in occasione delle votazioni sulle pregiudiziali qualcosa che non ha precedenti nella storia del Parlamento e che credo la presidenza debba evitare si ripeta giovedì mattina", ha aggiunto Magi. "Un sistema di sorveglianza e di pressione nei confronti della libera espressione del voto". La risposta di Mulè L'uso delle urne anziché dei dispositivi elettronici per la votazione è previsto "solo in presenza di un malfunzionamento dei sistemi elettronici che ora risultano perfettamente funzionanti - ha spiegato Mulè -. Non può essere messo in dubbio che la presidenza assicura condizioni di segretezza e libertà nell'espressione del voto", ha detto ancora il vicepresidente della Camera, specificando che "il voto del singolo dipende da ciascuno" e rivolgendo "un appello al senso di responsabilità". Oggi, lo ha ribadito Mulè, "si voterà con il procedimento elettronico secondo quanto stabilisce il regolamento". Dunque, la data cerchiata in rosso è questa dell' 8 ottobre, quando i deputati saranno chiamati a votare il via libera definitivo alla riforma, a scrutinio segreto. Ma l'aria che si respira a Montecitorio è cambiata rispetto allo scorso luglio, quando sempre a scrutinio segreto furono affossate le preferenze, poi ripristinate (pur mantenendo i capilista bloccati) nel passaggio al Senato. Il dibattito sull'election day Nonostante persistano alcuni malumori tra le fila della maggioranza, in particolare delle deputate (a cui ha rivolto un appello la presidente di Azione Elena Bonetti, spronandole a non essere "complici" di una "macello democratico contro le donne"), sono pochi i dubbiosi sull'esito positivo del voto finale: del resto, è il ragionamento prevalente nei tanti capannelli in Transatlantico, dopo che la premier ha detto chiaramente che si dimetterebbe in caso di bocciatura della legge, anche chi aveva la tentazione di votare contro ha fatto marcia indietro. Ma il rischio incidente, viene spiegato, è sempre dietro l'angolo e per questo resta immutato l'ordine di scuderia di essere tutti presenti, non sono ammesse defezioni. Più che la riforma del sistema di voto, ad animare i dibattiti nel palazzo è la data del voto: cresce la convinzione, in entrambi gli schieramenti, che si tornerà alle urne a maggio, con l'election day assieme alle amministrative. Anche se permangono i paletti di Lega e Forza Italia.
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