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Politica
Mattarella: "La scuola è di tutti. No ai ghetti"
Oggi 21-09-26, 20:14
AGI - La scuola come antitesi dei ghetti. Questo in sintesi il messaggio che il presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha voluto inviare da Amatrice, dove ha scelto di inaugurare l'anno scolastico. Una scelta piena di significati. La ripartenza della scuola appare come un foglio nuovo, immacolato, tutto da scrivere. Ed è un po' quello che si son trovati a dover fare gli abitanti, e con loro tanti bambini, di Amatrice dopo il terremoto del 24 agosto 2016 di cui la città porta ben visibili i segni ancora oggi. Il Presidente lo sottolinea in apertura, citando Amatrice, Norcia, Arquata del Tronto come "capitali d'Italia" della ripartenza. "La più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi" Tuttavia, in giorni in cui si torna a parlare di tetto alla presenza di studenti stranieri nelle aule italiane, suonano ancor più forti le parole del Capo dello Stato: "La scuola è la più efficace leva di integrazione per chi viene da altri Paesi e per i giovani nati in Italia che sono figli di emigrati. La scuola prepara tutti.'è aperta a tutti': cosi' dispone l'art. 34 della Costituzione. Deve stabilire legami, conquistare la fiducia delle famiglie, aiutare a non formare ghetti, a non alzare barriere, a rendere più sicure le nostre comunità, a unire e a non lacerare, superando i muri della diffidenza e dell'incomunicabilità. La scuola è chiamata a produrre coesione sociale". La scuola che si costruita negli ultimi anni, "è una buona scuola", riconosce il Presidente Mattarella indicando, al contempo, alcune sfide che alunni, studenti, insegnanti e genitori si trovano a dover affrontare oggi. Le violenze a scuole Su tutte una violenza che si affaccia anche nelle scuole medie, fra chi è poco più di un bambino. L'insegnante accoltellata a Centocelle è solo l'ultimo, in ordine di tempo. "Nella scuola la convivenza e il rispetto devono prevalere mettendo al bando la violenza", è il monito del Capo dello Stato: "La violenza si manifesta in molte forme. Prepotenze esplicite, gruppi e bande che si consolidano fuori dalle aule. Le violenze contro gli insegnanti: l'ultimo grave episodio di pochi giorni addietro si aggiunge a quelli già avvenuti, non dimenticati. Talvolta da parte di ragazzi, più di frequente di genitori", ricorda il Presidente riferendosi ai casi di insegnanti aggrediti o minacciati da genitori "ben più colpevoli in questo tradimento del loro compito educativo, sottraendosi alla fondamentale alleanza con gli insegnanti".
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