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Netanyahu all'Onu: "Genocidio a Gaza? Bugia del secolo". E sull'Iran: "Se non avessimo att...
Ieri 24-09-26, 22:27
AGI - L'attrice premio Oscar Susan Sarandon è stata arrestata durante una protesta pro-palestinese davanti al palazzo delle Nazioni Unite a New York, poco prima del discorso del Primo Ministro Benjamin Netanyahu. Anche le attrici vincitrici di un Emmy, Cynthia Nixon e Hannah Einbinder, sono state arrestate durante la protesta, alla quale ha partecipato anche l'attore Elliot Page. Sono decine gli attivisti fermati dalla polizia per aver bloccato una strada vicino alla sede delle Nazioni Unite durante una manifestazione guidata dall'organizzazione antisionista ebraica Voce per la Pace. Sulla First Avenue, poco a sud del quartier generale delle Nazioni Unite, la polizia ha scortato una lunga fila di attivisti ammanettati, che indossavano magliette con la scritta "Finanziate le persone, non le bombe", verso un autobus della polizia. I manifestanti a bordo strada scandiscono slogan come "Nessuno di noi è libero finché non lo saremo tutti" e "Palestina libera". Anche Brad Lander, candidato democratico al Congresso nello stato di New York, sta protestando insieme agli attivisti. Le immagini dell'AFP mostrano la polizia di New York mentre ammanetta la star di 'Thelma e Louise' durante la manifestazione pro pal, mentre il leader israeliano si appresta a parlare davanti all'Assemblea generale delle Nazioni Unite. Il 'New York Post' ha riportato che anche l'attrice Hannah Einbinder, della serie 'Hacks', è stata evacuata dalla manifestazione organizzata da Jewish Voice for Peace. La polizia di New York non ha risposto immediatamente alle richieste dell'AFP riguardo a questi arresti. I manifestanti che brandivano cartelli con scritto 'Cessate di armare Israele' e 'Ponete fine al genocidio' stavano facendo un sit-in per le strade della città mentre Netanyahu teneva il suo discorso alle Nazioni Unite. Susan Sarandon non è nuova alle manifestazioni contro la guerra di Gaza condotta da Israele. Ha recentemente dichiarato di aver perso dei contratti a causa delle sue azioni contro Israele. Netanyahu in Assemblea, decine di delegazioni lasciano la sala Decine di delegazioni hanno lasciato la sala dell'Assemblea generale dell'Onu appena il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, si è affacciato sul podio. È stato fischiato e oggetto di cori. Lui ha replicato: "Se ci sono altri codardi morali che non hanno ancora lasciato questa sala, vi prego di farlo ora". "Se non avessimo attaccato l'Iran saremmo tutti morti" "Distruggere gli impianti nucleari dell'Iran è stata un'impresa ardua. È stato estremamente difficile da realizzare. Eppure, per me, è stata una delle decisioni più semplici che abbia mai dovuto prendere in qualità di primo ministro. Perché, se non lo avessimo fatto, saremmo tutti morti". Lo ha dichiarato il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, nel suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York. "Ora, volete conoscere l'ironia suprema di questa difesa? Israele sta difendendo anche molti dei Paesi i cui delegati hanno appena abbandonato quest'aula. Anzi, voglio che sappiate che molti dei loro leader ci ringraziano persino in privato per aver neutralizzato le capacita' nucleari dell'Iran. E' difficile immaginare un'ipocrisia più sconcertante, eppure è esattamente di questo che si tratta", ha aggiunto. Israele non ha commesso genocidio; lo ha impedito Ecco la semplice verita': Israele non ha commesso un genocidio. Israele ha impedito un genocidio, ed è esattamente ciò che gli amici di Hamas del signor Mamdani avrebbero fatto a noi se non li avessimo fermati. Ci avrebbero sterminato fino all'ultimo". Eternità Israele non vacillerà, non abbiamo scelta "Nel corso dei secoli, le tirannie che hanno tentato di distruggerci hanno fallito ripetutamente e, se Dio vuole, continueranno a fallire. Se sapremo trovare il coraggio e rinsaldare la nostra determinazione, continueremo a vincere, come dice la Bibbia: "Netzach Yisrael lo yeshaker". L'eternità d'Israele non vacillerà, e la ragione è semplice: non abbiamo altra scelta". Cosi' il premier israeliano, Benjamin Netanyahu, ha concluso il suo discorso all'Assemblea generale dell'Onu a New York.
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