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Cronaca
Ondata di caldo senza tregua: afa e notti supertropicali fino a Ferragosto
Oggi 07-08-26, 10:54
AGI - Nessuna tregua per l'Italia e per gran parte d'Europa: l'ondata di caldo estremo continua e non mostra segni di cedimento. Ci aspettano almeno altri 10 giorni di emergenza afa, con il picco delle temperature previsto per la prossima settimana e fino al weekend di Ferragosto. Notti supertropicali e stanchezza: l'afa che non fa dormire A rendere la situazione ancora più difficile sarà il fenomeno delle notti supertropicali. In molte zone della penisola il termometro non scenderà al di sotto dei 25 gradi neanche nelle ore notturne, rendendo il riposo quasi impossibile e aumentando il disagio fisico per l'alto tasso di umidità. L'assenza di refrigerio serale prolungherà l'effetto soffocante per diversi giorni consecutivi. Verso Ferragosto: la nuova bolla d'aria calda africana Secondo il Centro Meteo Italiano, il promontorio di alta pressione africano continuerà a stazionare sul Mediterraneo centro-occidentale. Nonostante qualche isolato temporale o acquazzone pomeridiano sui rilievi delle Alpi e degli Appennini, la struttura del caldo reggerà ovunque. A partire da metà settimana è attesa un'ulteriore impennata dei valori termici a causa di una nuova bolla d'aria calda, con temperature che si spingeranno fino a 8 gradi sopra la media stagionale. Le condizioni di caldo intenso e afa persistente rimarranno stabili almeno fino al ponte di Ferragosto. Record storici L'emergenza sta colpendo duro gran parte dell'Europa centro-orientale, dove si registrano picchi termici mai visti prima. In Slovacchia si sono toccati i 42 °C a Dolne Plachtince, mentre l'Austria ha fissato il suo primato storico a 41,2 °C. L'impatto sulle infrastrutture energetiche e strategiche è già pesante: Polonia: le autorità hanno dovuto fermare le centrali a carbone di Kozienice e Polaniec. Il livello del fiume Vistola è troppo basso per garantire l'acqua di raffreddamento, con una perdita di 1,3 GW nella rete elettrica. Il premier Donald Tusk ha invitato i datori di lavoro a garantire acqua e aria condizionata ai dipendenti. Ungheria: il primo ministro Péter Magyar ha annunciato la ripartenza parziale della centrale nucleare di Paks (spenta per i picchi di calore), chiedendo comunque ai cittadini di ridurre volontariamente i consumi elettrici. Germania: secondo il Robert Koch Institute, si stimano circa 11.900 morti legate al caldo durante questa stagione. Davanti alla Cancelleria sono scoppiate le proteste degli attivisti del clima.
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