s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Economia e Finanza
Pensione anticipata a 64 anni: la proposta della Lega, come funziona e quali sono i requisiti
Oggi 07-09-26, 20:11
AGI - Agevolare l'uscita dal lavoro e aprire la platea della pensione anticipata. In questa direzione si muove la proposta della Lega e del sottosegretario al Lavoro Claudio Durigon. La proposta prevede di estendere l'uscita a 64 anni anche ai lavoratori del sistema misto, cioè a chi ha versamenti precedenti al 1 gennaio 1996. Sulla carta, tre anni di anticipo rispetto alla pensione di vecchiaia. Requisiti, ricalcolo contributivo e il ruolo del Tfr L'ipotesi allo studio del governo fissa l'asticella a 64 anni d'età e 25 anni di contributi. Per beneficiarne bisogna però passare per il ricalcolo dell'intera carriera con il metodo contributivo, che nel sistema misto oggi non si applica per intero. Per attutire il colpo sull'assegno minimo previsto dalla legge, l'esecutivo starebbe valutando di far confluire una quota del Tfr in una rendita integrativa. Le regole per il contributivo puro e i paletti economici Per chi è invece già interamente nel contributivo puro (primo versamento dal 1996 in poi) la strada dei 64 anni esiste già, con 20 anni di contributi. Ma anche qui il paletto economico è severo: l'assegno maturato deve valere almeno 3 volte l'assegno sociale, pari nel 2026 a 1.638,72 euro lordi al mese (soglia più bassa per le madri lavoratrici). E fino all'età di vecchiaia l'importo erogato non può comunque superare cinque volte il minimo Inps. L'adeguamento alla speranza di vita dal 2027 I requisiti si irrigidiscono già dal 2027. Dal 1 gennaio 2027 scatta infatti l'adeguamento alla speranza di vita: un mese in più, che porta l'anticipata contributiva a 64 anni e 1 mese e la vecchiaia a 67 e 1 mese, mentre l'anticipata ordinaria richiederà 42 anni e 11 mesi di contributi per gli uomini e 41 e 11 mesi per le donne. Nel 2028 lo scatto complessivo sale a tre mesi: 64 anni e 3 mesi per l'anticipata contributiva, 67 e 3 mesi per la vecchiaia, 43 anni e 1 mese di versamenti per gli uomini e 42 e 1 mese per le donne nell'anticipata ordinaria. Le simulazioni Cgil e l'impatto sugli stipendi medi I calcoli dell'Osservatorio previdenza della Cgil prevedono diverse simulazioni e individuano i punti deboli della proposta che si concentrano soprattutto sulla soglia dei 1.638,72 euro mensili. Con 25 anni di contributi, quella cifra resta fuori portata per chi dichiara tra 20mila e 30mila euro lordi l'anno, e diventa raggiungibile solo da retribuzioni pari o superiori a 50mila euro. Prendendo come riferimento lo stipendio medio dei dipendenti privati italiani (24.486 euro lordi annui) l'assegno non arriverebbe al minimo richiesto nemmeno con 40 anni di versamenti. E nemmeno il Tfr trasformato in rendita basterebbe a colmare il divario. Simulando una carriera di 40 anni — 9 prima del 1996, 31 dopo — il passaggio al ricalcolo integralmente contributivo comporta un taglio permanente dell'assegno rispetto al calcolo misto ordinario oggi in vigore. Il quadro è destinato a stringersi ulteriormente: dal 2030 l'importo minimo per l'uscita anticipata passerà da 3 a 3,2 volte l'assegno sociale, alzando ancora il livello retributivo necessario per andare in pensione a 64 anni.
CONTINUA A LEGGERE
5
0
0
