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Pillole abortive come un pacco Amazon: a Varsavia nasce "AbortOmat", l'armadietto rosa del...
Oggi 04-10-26, 09:40
AGI - Un armadietto rosa a 22 scomparti, incorniciato da tende zebrate, per ritirare pillole abortive in modo rapido e anonimo con un codice a sei cifre. Si chiama "AbortOmat" ed e' l'iniziativa lanciata a Varsavia dalle attiviste di Women Help Women e Abortion Dream Team per aggirare le restrizioni sull'interruzione di gravidanza. Le promotrici lo presentano come "il primo armadietto al mondo per il ritiro di pillole abortive", racconta il Guardian. Il servizio e' pensato per chi non puo' o non vuole attendere una spedizione postale, anche in presenza di un aborto spontaneo ritenuto o di complicazioni di salute, oppure teme di ricevere i farmaci a casa. "Si possono ordinare biancheria intima, cosmetici, mascara, qualsiasi cosa, e riceverli praticamente il giorno stesso o quello successivo", osserva Kinga Jelinska, direttrice di Women Help Women e cofondatrice di Abortion Dream Team. "Perche' non le pillole abortive, quando in alcuni casi potrebbe esserci maggiore urgenza?". L'armadietto si trova nel centro aperto da Abortion Dream Team nel marzo 2025, proprio di fronte al Parlamento polacco. La struttura offre informazioni sulle possibilita' di interrompere una gravidanza e uno spazio sicuro dove ricevere sostegno durante l'assunzione dei farmaci. Il cavillo legale, il blocco della politica e le proteste Secondo quanto ricostruisce il Guardian, in Polonia il possesso o l'assunzione delle pillole abortive non sono vietati, mentre fornirle o aiutare qualcuno a procurarsele puo' comportare fino a tre anni di carcere. Le promotrici ritengono che l'utilizzo dell'armadietto renda meno netta l'applicazione del divieto. "La legge riguarda la consegna diretta a qualcuno. Qui, invece, c'e' una macchina nel mezzo, che rende la legalita' del tutto molto piu' incerta", sostiene Jelinska. L'iniziativa arriva sei anni dopo le grandi proteste contro l'inasprimento di una normativa gia' tra le piu' restrittive d'Europa. Una mobilitazione che ha contribuito alla vittoria nel 2023 di Donald Tusk, il quale aveva promesso una riforma entro cento giorni. Il cambiamento si e' pero' arenato: lo scorso anno il premier ha riconosciuto che "semplicemente non c'e' una maggioranza" per consentire l'aborto fino alla dodicesima settimana, affermando al contempo che il governo non avrebbe perseguito chi facilita l'accesso all'interruzione di gravidanza. Le attiviste denunciano inoltre manifestazioni davanti al centro tre o quattro volte alla settimana. Pur raccogliendo generalmente meno di dodici persone, i presidi fanno uso di sirene e vuvuzela. "Ne' il Comune ne' la polizia sono intervenuti", lamenta Jelinska, preoccupata che il rumore spinga i vicini a chiedere il trasferimento della struttura. Lo scorso anno, riferisce Jelinska, circa 50 mila persone in Polonia hanno contattato la rete delle organizzazioni favorevoli al diritto all'aborto per chiedere aiuto. "Penso che in Polonia l'accesso all'aborto non sara' risolto dalla politica, ma dalle donne e dalle comunita'", conclude. "Non possiamo affidare ai politici i nostri corpi".
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Corriere dello Sport
