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Pronto, c'è un tesoro in linea? L'oro nascosto nei circuiti britannici
Oggi 04-08-26, 10:47
AGI - Nel cuore della zecca britannica, i vecchi telefoni della Banca d'Inghilterra vengono smontati e immersi in enormi vasche per recuperare un tesoro nascosto: l'oro contenuto nei loro circuiti. Dietro filo spinato e porte corazzate, nel suo sito vicino a Cardiff, in Galles, la Royal Mint - l'ente statale che produce monete e medaglie britanniche - sta trasformando i rifiuti elettronici in gioielli di lusso. Telefoni, oro e riciclaggio L'iniziativa rimane insolita in un settore in cui molti rifiuti elettronici non raggiungono mai gli impianti di riciclaggio tradizionali. Inaugurato due anni fa, l'impianto può trattare circa 4.000 tonnellate di rifiuti elettronici all'anno, contenenti "circa 400 chili d'oro", dice il direttore dello sviluppo della Zecca, Sean Millard. Alle sue spalle, una linea di vasche chimiche in gran parte automatizzata è inaccessibile alle telecamere perché il processo è brevettato da un'azienda canadese, Excir. Ogni telefono della Banca d'Inghilterra riciclato qui contiene circa 30 milligrammi d'oro, per un valore di circa tre sterline (4 dollari) ai prezzi attuali. L'oro è molto apprezzato nei circuiti elettronici perché conduce bene l'elettricità e non si corrode. Tuttavia la sua stabilità chimica rende difficile il suo recupero dai rifiuti elettronici. Un processo innovativo A differenza di molti impianti di riciclaggio, che fondono i rifiuti elettronici in grandi quantità, la Royal Mint smonta prima i dispositivi. Rame, tantalio e persino la plastica dei circuiti stampati vengono selezionati e venduti ad aziende specializzate nel riciclaggio. Tradizionalmente, l'oro viene recuperato tramite fusione ad altissime temperature o utilizzando miscele di acidi corrosivi che generano rifiuti pericolosi. La Royal Mint, invece, utilizza un processo che dissolve l'oro a temperatura ambiente. "Non è necessario alcun apporto di energia esterna e il materiale può essere riutilizzato per produrre lotti su lotti", ha affermato Kate Griffiths, analista chimica presso la Royal Mint dimostrando il processo che, immergendo i componenti elettronici in un bagno chimico e aggiungendo i reagenti uno alla volta fino, serve ottenere una finissima polvere d'oro. Un recupero redditizio Una volta raffinato per migliorarne la purezza, l'oro estratto viene utilizzato per realizzare gioielli per il marchio "886" della Royal Mint, che si riferisce alla data di fondazione dell'istituzione. La zecca utilizza anche argento riciclato, in parte ricavato da vecchie radio fornite dagli ospedali britannici. A livello mondiale, solo il 22,3% dei rifiuti elettronici è stato correttamente raccolto e riciclato nel 2022, secondo un rapporto delle Nazioni Unite. Un riciclaggio improprio può rilasciare piombo, mercurio o plastica nell'ambiente e contribuire al cambiamento climatico, avverte il rapporto. Allo stesso tempo, l'impennata dei prezzi dell'oro ha reso il recupero un affare sempre più interessante. A fine gennaio, in un clima di incertezza economica globale, il prezzo dell'oro ha raggiunto un massimo storico di quasi 5.600 dollari l'oncia, per poi scendere a circa 4.000 dollari. "Quando il prezzo dell'oro è molto alto, il costo del trattamento dei rifiuti per recuperarlo diventa irrilevante", rendendo cosi' le soluzioni alternative commercialmente valide, dice Jason Hallett, professore di tecnologia chimica sostenibile all'Imperial College di Londra. "È una situazione vantaggiosa per tutti", aggiunge, a patto che i processi di estrazione non comportino un'impennata dei consumi energetici o delle emissioni.
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