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Putin avverte Ue e Nato: "Rischio di non ritorno sulle armi di distruzione. Se attaccati c...
Ieri 01-10-26, 23:58
AGI - Un durissimo monito diretto ai Paesi della NATO e dell'Unione Europea sullo sfondo delle crescenti tensioni geopolitiche. Durante la sessione plenaria della 23esima riunione del Valdai International Discussion Club, il presidente russo Vladimir Putin ha tracciato un quadro sui rischi di un'escalation militare globale, evocando l'uso del potenziale bellico strategico di Mosca in caso di aggressione diretta. Il "punto di non ritorno" e la minaccia nucleare Al centro dell'intervento del capo del Cremlino, il pericolo sempre più concreto di un'escalation tra le superpotenze che potrebbe condurre a uno scenario catastrofico: "Non possiamo essere certi che le principali potenze non impiegheranno armi di distruzione di massa. Dobbiamo evitarlo" — ha dichiarato il presidente russo. "Dobbiamo capire che il punto di non ritorno puo' arrivare in modo molto improvviso e inaspettato" — ha avvertito Putin. "Oggi, quando le principali potenze mondiali hanno nei loro arsenali armi capaci di distruggere ogni forma di vita o almeno di portare la Terra in condizioni catastrofiche, possiamo essere sicuri che queste armi non verranno mai usate? Naturalmente no. Sappiamo che, se all'inizio di un'opera teatrale un fucile e' appeso alla parete, alla fine deve sparare. Dobbiamo tenerlo a mente ed evitarlo". Lo scontro con la Nato e il "vantaggio competitivo" di Mosca Analizzando l'eventualità di un conflitto diretto con l'Alleanza Atlantica, Putin ha riconosciuto la disparità delle forze convenzionali, spiegando come la Russia intenda colmare questo divario attraverso la superiorità dei propri armamenti di distruzione di massa: "In caso di attacco dei Paesi dell'Alleanza, il nemico sarebbe numericamente due volte piu' grande. Si tratta di un grande potenziale economico, di un grande potenziale militare. Si', non avremmo forze e risorse sufficienti per contrastare questa minaccia. E dovremmo usare i nostri vantaggi competitivi in questa lotta. Quali sono? Il punto e' che abbiamo questi vantaggi competitivi nei mezzi per difenderci". Il leader russo ha quindi chiamato direttamente in causa le potenze nucleari europee, rivendicando l'esclusività dell'arsenale bellico a disposizione di Mosca: "Si', naturalmente Francia e Regno Unito sono potenze nucleari, lo comprendiamo perfettamente e ne siamo pienamente consapevoli, ma nessun altro possiede i tipi di armi di distruzione di cui dispone oggi la Russia. Ed e' questo il nostro vantaggio competitivo". Le linee rosse: Kaliningrad e le forniture di armi a Kyiv Il presidente ha poi ribadito le condizioni che farebbero scattare la reazione militare russa, ponendo l'accento sulla difesa dell'exclave di Kaliningrad e sul ruolo dei Paesi occidentali a sostegno dell'Ucraina: "Se emergera' una minaccia per l'exclave russa di Kaliningrad, prenderemo in considerazione l'uso di tutte le armi del nostro arsenale. Non abbiamo intenzione di attaccare nessuno, ma risponderemo se subiremo un'aggressione". "Non sto dicendo che domani colpiremo il territorio dei Paesi che forniscono armi all'Ucraina, ma questa situazione rappresenta una minaccia per noi. Quanto piu' lo scontro e' intransigente, quanto piu' apertamente viene dichiarato l'obiettivo di infliggere una sconfitta strategica al nemico, tanto maggiore e' la probabilita' che la battaglia entri nella sua fase piu' dura. Le leggi della lotta per la sopravvivenza valgono non soltanto in natura, ma anche nelle comunita' umane, se vengono poste di fronte alla prospettiva di perdere la propria indipendenza, la propria dignita' e persino il diritto di esistere". L'ipotesi di un "nuovo ordine mondiale" e il dialogo trilaterale Putin ha affiancato alla minaccia militare una finestra di apertura diplomatica per ridisegnare l'architettura della sicurezza globale: "Speriamo che il nuovo ordine mondiale venga sancito nel prossimo futuro" — ha aggiunto, affermando che la Russia è pronta a collaborare con altri Paesi per elaborare "una tabella di marcia per il mondo". A questo scopo, il capo del Cremlino ha confermato l'interesse per un possibile vertice a tre con i leader di Washington e Pechino: "Quanto a un possibile incontro trilaterale, so che se ne discute sui media. Siamo pienamente favorevoli. Dobbiamo capire quale sarebbe l'ordine del giorno di eventuali incontri bilaterali e di cosa discuteremmo. Ma, nel complesso, qualsiasi dialogo e' utile".
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