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Raid russi su Kiev e Odessa, almeno 12 morti. Un drone danneggia un valico di frontiera co...
Oggi 01-09-26, 10:28
AGI - Le forze russe hanno lanciato la scorsa notte un massiccio attacco con missili e droni contro aziende del complesso militare-industriale ed energetico di Kiev, nonché contro magazzini e infrastrutture portuali nella regione ucraina di Odessa, sul Mar Nero. Lo ha dichiarato il ministero della Difesa di Mosca dopo che le autorità ucraine hanno riferito di almeno dodici morti nella capitale e nelle aree circostanti. "Questa notte, le Forze Armate russe hanno lanciato un massiccio attacco con armi di precisione e droni a lungo raggio contro impianti militari, industriali, di carburante ed energetici a Kiev e nella regione circostante, nonché contro infrastrutture a Odessa, nella regione circostante e nei porti di Odessa e Chornomorsk", ha affermato il ministero della Difesa russo su Telegram. Secondo Mosca, gli obiettivi colpiti sarebbero stati utilizzati per lo stoccaggio di materiale militare, carburante e lubrificanti destinati alle Forze Armate ucraine. Gli obiettivi indicati dal ministero della Difesa russo Tra i bersagli segnalati figura l'azienda Fire Point, descritta dalle autorità russe come produttrice di componenti e testate per i missili da crociera a lungo raggio FP-5 Flamingo, oltre che di propellenti a combustibile solido. Nella capitale ucraina sarebbe stata colpita anche l'azienda Aerobavovna, indicata come produttrice di dirigibili da trasporto e sistemi per il controllo di droni a lungo e medio raggio, compreso il modello Hornet. Secondo quanto riferito da Mosca, è stato inoltre attaccato il terminal ferroviario di Darnitsiya, coinvolto nella manutenzione dei treni e nel transito di merci militari. Attacchi nella regione di Kiev Nella regione della capitale, le forze russe avrebbero colpito un'officina per l'assemblaggio di droni marittimi nella città di Khotiv e alcuni depositi di carburante situati a Boryspil. Le autorità ucraine hanno riferito che gli attacchi nella regione di Kiev hanno provocato numerose vittime e danni a infrastrutture civili e industriali. Odessa e Chornomorsk nel mirino Anche la regione meridionale di Odessa è stata bersaglio dei bombardamenti. Mosca sostiene di aver colpito una centrale termoelettrica, tre sottostazioni elettriche che alimentano le infrastrutture portuali e un'officina per l'assemblaggio di droni. Nel porto di Odessa sarebbero stati distrutti sedici magazzini contenenti equipaggiamento militare e sei depositi di carburante e lubrificanti che, secondo il ministero della Difesa russo, erano stati forniti all'esercito ucraino dai Paesi occidentali. Nel porto di Chornomorsk, sempre secondo la versione russa, sarebbero stati distrutti due magazzini contenenti materiale militare. Le forze russe hanno inoltre affermato di aver attaccato un posto di frontiera e un punto di attraversamento dei traghetti a Orlivka. Zelensky, "colpito valico di frontiera con la Romania" La Russia continua la sua campagna contro la logistica ucraina e, con il massiccio attacco condotto nella notte mediante un numero significativo di missili e droni, ha danneggiato un valico di frontiera ucraino con la Romania. Lo ha dichiarato il presidente ucraino Volodymyr Zelensky in un messaggio pubblicato su X. "Un valico di frontiera con la Romania è stato deliberatamente danneggiato, in quanto infrastruttura per l'esportazione", ha scritto Zelensky. Odessa senza elettricità per migliaia di famiglie Il presidente ucraino ha riferito anche di numerosi attacchi con bombe aeree e droni contro la regione di Odessa, dove i danni alla rete elettrica avrebbero lasciato senza corrente "migliaia di famiglie". Zelensky ha rinnovato l'appello ai partner internazionali affinché accelerino le consegne di sistemi di difesa aerea, sottolineando la carenza di intercettori in grado di abbattere i missili balistici russi. Calo delle intercettazioni di missili e droni Di fronte al drastico calo del tasso di intercettazione, Kiev ha smesso nel mese di agosto di comunicare il numero complessivo di missili lanciati dalla Russia durante ogni attacco. L'Aeronautica militare ucraina rende ora noto soltanto il numero degli ordigni abbattuti. Nel rapporto relativo all'attacco della notte scorsa, le forze armate ucraine hanno dichiarato di aver intercettato cinque missili balistici. Per quanto riguarda i droni, la Russia avrebbe lanciato 218 velivoli senza pilota, dei quali 187 sarebbero stati abbattuti dalle difese ucraine. Anche il tasso di intercettazione dei droni, che in passato si avvicinava al 100%, avrebbe registrato una flessione. Secondo Kiev, una delle ragioni principali sarebbe l'introduzione da parte del Cremlino di droni a reazione, capaci di raggiungere velocità superiori e di rendere più complessa la difesa durante i raid aerei. Droni ucraini contro il porto di Ust-Luga Un attacco di droni ucraini ha invece danneggiato il porto russo di Ust-Luga, nella regione di Leningrado, sul Mar Baltico, nelle prime ore della mattina. Lo ha riferito il governatore regionale Alexander Drozdenko, citato dai media ucraini. Ust-Luga è uno dei porti più grandi e importanti della Russia sul Baltico e ospita un terminal petrolifero che rappresenta un nodo strategico per l'esportazione di petrolio greggio e prodotti derivati. Situato a ovest di San Pietroburgo, lontano dal confine con l'Ucraina, il porto svolge un ruolo economico cruciale, garantendo al bilancio russo entrate significative. La risposta della difesa aerea russa Secondo fonti ucraine, la difesa aerea russa ha intercettato e neutralizzato decine di droni lanciati da Kiev nella regione che si affaccia sul Baltico. L'area sarebbe tuttora sotto attacco. Su Telegram, Drozdenko ha confermato che "si sono registrati danni nell'area portuale di Ust-Luga a seguito dell'attacco con i droni e c'è un incendio". "Trentotto droni sono stati distrutti nell'oblast di Leningrado", ha aggiunto il governatore, precisando tuttavia che "proseguono gli sforzi per respingere l'attacco".
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