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Seggi chiusi in Brasile, duello Lula-Bolsonaro. Indagini su presunte interferenze Usa nel voto
Ieri 04-10-26, 23:50
AGI - Il senatore e candidato di destra Flavio Bolsonaro, con il 37% dei voti scrutinati del primo turno delle presidenziali in Brasile, è in testa con il 50,63% dei voti, davanti al presidente in carica Luiz Inacio Lula da Silva, con il 41,23%. Se il figlio maggiore dell'ex presidente Jair Bolsonaro dovesse superare il 50% dei voti, vincerebbe al primo turno diventando il prossimo presidente del Paese e assumendo la carica nel 2027. Alle spalle di Lula e Bolsonaro figlio maggiore dell'ex presidente di estrema destra Jair si collocano lo psichiatra e scrittore Augusto Cury (3,08%), l'attivista di estrema destra Renan Santos (2,47%) e l'ex governatore del Goias Ronaldo Caiado (2,33%). Quasi 159 milioni di brasiliani sono stati chiamati alle urne per eleggere il presidente, nonché i governatori dei 27 stati del Brasile, 513 deputati federali e due terzi del Senato, oltre a rinnovare i rappresentanti nelle assemblee legislative regionali. La polizia del Brasile indaga su presunte interferenze Usa nel voto La Polizia Federale brasiliana sta indagando su una possibile interferenza degli Stati Uniti nel processo elettorale del Paese. Lo ha annunciato il direttore dell'agenzia, Andrei Rodrigues, dopo la denuncia presentata dall'Avvocatura Generale e trasmessa alla direzione intelligence della Polizia Federale. "Si tratta di un'indagine in corso, una procedura preliminare. L'atto formale di apertura dell'inchiesta non è stato ancora pubblicato, ma l'indagine è già avviata", ha affermato Rodrigues durante una visita al quartier generale della Polizia Stradale Federale a Brasilia, da dove le forze di sicurezza stanno coordinando le operazioni della giornata elettorale. L'indagine nasce da un'inchiesta pubblicata dal Guardian e che ha avuto ampia risonanza sulla stampa brasiliana, che ha rivelato che il Dipartimento di Stato Usa ha dirottato un milione di dollari dal Fondo per i Diritti Umani e la Democrazia verso un programma denominato "Lotta alla censura in Brasile". Tali fondi sarebbero stati destinati a finanziare reti e organizzazioni in Brasile allo scopo di interferire nel dibattito politico e di "destabilizzare e minare l'integrità istituzionale della magistratura brasiliana", secondo quanto riportato in un documento di un'agenzia governativa brasiliana che cita l'inchiesta giornalistica. Venerdì la Polizia Federale brasiliana ha eseguito due mandati di perquisizione e sequestro preventivo a San Paolo e nell'area circostante il Distretto Federale. Allerta sicurezza e tensioni diplomatiche Washington ha sospeso i servizi consolari a Brasilia per "motivi di sicurezza" e l'Australia ha chiuso la propria ambasciata per lo stesso motivo dopo che la polizia ha compiuto perquisizioni e sequestri per possibili minacce alle sedi diplomatiche statunitensi, pur "non trovando prove a conferma". La pressione degli Stati Uniti su una campagna elettorale segnata da insulti e scandali e che ha contribuito ben poco a sanare la frammentazione politica del Brasile si è fatta sentire. Edinho Silva, presidente del Partito dei Lavoratori (PT) di Lula, ha detto ai giornalisti che la decisione degli Stati Uniti di chiudere i consolati "non ha alcun senso. È uno dei modi in cui Trump cerca di influenzare l'opinione pubblica brasiliana". Sondaggi in equilibrio verso il ballottaggio L'ottantenne Lula è testa a testa nei sondaggi con il figlio dell'ex presidente di estrema destra Jair Bolsonaro e le rilevazioni danno per scontato il ballottaggio il 25 ottobre. Durante un comizio di Lula a Rio de Janeiro cui hanno partecipato venerdì migliaia di persone, si sono levati forti e incessanti i clacson dei veicoli. Nel frattempo, Flavio Bolsonaro ha lanciato un appello per un "mega-corteo" di motociclette in occasione del suo ultimo comizio elettorale, previsto ieri a San Paolo. La battaglia per gli indecisi Consapevoli dell'importanza degli elettori indecisi, entrambi gli schieramenti hanno monitorato con attenzione qualsiasi elemento potesse essere strumentalizzato a proprio vantaggio. Negli ultimi giorni, il dibattito si è concentrato sulla santa patrona del Brasile, Nostra Signora di Aparecida, in seguito alla diffusione di voci secondo cui Flavio Bolsonaro avrebbe intenzione di declassarne il ruolo in caso di elezione. Bolsonaro, 45 anni, ha smentito categoricamente le accuse, mentre Lula è apparso stringendo tra le mani una statua dell'amata santa, dichiarando che "toccare" la sua figura sarebbe "inaccettabile". Successivamente, Bolsonaro e i suoi sostenitori hanno colto la palla al balzo quando Lula ha definito gli uomini "codardi" di fronte all'esame della prostata, osservando invece che "le donne imparano a farsi toccare fin da giovani", con riferimento alle visite ginecologiche. Ed è stato subito meme. Le promesse di Lula In questo clima turbolento, molti dei 160 milioni di elettori registrati nel Paese si mostrano disillusi dalle opzioni a disposizione. Lula punta a ottenere un quarto mandato (non consecutivo), vantandosi di essere in forma smagliante nonostante l'età avanzata. Ha fatto della sovranità brasiliana un pilastro della sua campagna elettorale, avvertendo Trump di non "interferire" nelle elezioni. Durante il suo precedente mandato, l'ex leader sindacale ha ottenuto una riduzione dell'inflazione e della disoccupazione, oltre a frenare drasticamente la deforestazione dell'Amazzonia. Tuttavia, gli elettori lamentano l'alto costo della vita e molti sono ormai esasperati dalla violenza e dalla criminalità. Nelle ultime settimane, il presidente ha annunciato una serie di misure popolari, tra cui l'aumento dei sussidi sociali e il divieto delle scommesse sportive, fenomeno che ha trascinato molte persone nel vortice dei debiti e della ludopatia. Le difficoltà di Bolsonaro Bolsonaro, un tempo poco noto e senatore dal 2019, si è rivelato un avversario ostico per Lula, anche quando è emerso che era indagato per corruzione in relazione al finanziamento del film biografico "Dark Horse", dedicato a suo padre. Nel corso della campagna elettorale, è stato costretto ad ammettere di aver chiesto al banchiere detenuto Daniel Vorcaro, figura centrale di una delle più vaste frodi finanziarie del Brasile, di finanziare la pellicola.
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