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Cronaca
Suicidio di Denise, sequestrata la casa di Ariccia. Sarà ascoltato il compagno
Oggi 12-09-26, 19:37
AGI - I carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati hanno sequestrato la casa di Ariccia dove viveva Denise Cosco, figlia di Lea Garofalo, testimone di giustizia che pagò con la vita la scelta di ribellarsi alla 'ndrangheta. Il provvedimento è giunto oggi, dopo che nella giornata di ieri i magistrati e i carabinieri sono stati nella casa dove Denise viveva insieme al compagno e dove domenica si è lanciata dal terzo piano. Presenti al sopralluogo, per ulteriori rilievi, il pm della Procura di Velletri e i carabinieri del Nucleo investigativo di Frascati ai quali sono state delegate le indagini. Ieri mattina, nell'ambito dell'inchiesta coordinata dal procuratore capo di Velletri Carlo Villani, in cui si procede per istigazione al suicidio al momento contro ignoti, è stata svolta l'autopsia sul corpo di Denise. Nei prossimi giorni verrà ascoltato il compagno della 35enne, morta giovedì in ospedale a Roma dove era stata ricoverata in condizioni disperate. Il volto di Denise Nessuno aveva mai visto Denise in volto, tranne la zia Marisa e, ovviamente, le sue avvocate Enza Rando e Ilaria Ramoni, Don Ciotti e pochi altri, le persone che l'accolsero nella famiglia di Libera. Ieri il suo volto splende sul profilo Facebook proprio della zia Marisa, che le dice addio con parole dolci: "Nessuno potrà più decidere per te, non dovrai più nasconderti, posso postare le tue foto senza paura. Posso mostrare il tuo volto e i tuoi occhi bellissimi. Non dovrai più cambiare nome, ti chiamerai per sempre Denise". La testimonianza al processo In pochi l’avevano vista in volto, ma in tanti hanno conosciuto e mai dimenticato la sua potenza. La sua voce di ragazza, potente nel dolore, che risuonava nell'aula del Palazzo di Giustizia di Milano quando incolpò il padre per l'omicidio della madre e fu costretta ad ascoltare la difesa di lui insinuare che Lea Garofalo non fosse stata torturata e carbonizzata, ma l'avesse abbandonata per rifarsi una vita in Australia. La sua voce di ragazza, che pioveva dal cielo, quando poco tempo dopo l'inizio del processo Milano celebrò i funerali di Lea Garofalo in forma ufficiale. "Ciao mamma, grazie di tutto". Echeggiavano le note di De André e quelle delle canzoni preferite di Lea. Un brivido di gratitudine e commozione profondissima unì piazza Beccaria. Ragazzi poco più che ventenni consumati da lacrime incontenibili come avessero perso la persona più cara al mondo. Li univa la sacrosanta voglia di cambiare il mondo, di difendere la loro città. Correva l'anno 2013, Denise viveva già una vita sotto protezione, sotto altre spoglie. Poi ha avuto un bambino, si è innamorata, ha attraversato la sua personale Odissea alla ricerca della sua Itaca. Denise Cosco non è una donna che si è rassegnata suicidandosi, Denise è una donna che ha combattuto con tutta la sua forza le sue fragilità. Per un tempo di vita che è pari a quello della mamma: 35 anni.
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