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Estero
Tir in piazza a Bruxelles per difendere la produzione manifatturiera europea
Oggi 07-09-26, 14:50
AGI - Circa 100 fra industriali e organizzazioni dell'industria manifatturiera europea, guidati da Eurometal, la federazione europea delle associazioni e le aziende di distribuzione, commercio e trasformazione dell'acciaio, si sono dati appuntamento di fronte alla Commissione europea, a Bruxelles, per protestare contro la crescente pressione sulla produzione manifatturiera, sugli investimenti, sulle catene di approvvigionamento e sull'occupazione industriale in Europa. "L'European convoy for industrial competitiveness", questo il nome della manifestazione, ha portato di fronte alla Commissione europea anche 10 tir e camion per protestare contro le politiche dell'esecutivo europeo, colpevoli, secondo i partecipanti, di non fermare la concorrenza sleale che arriva da Paesi terzi e di non premiare le eccellenze europee. Le parole del presidente di Eurometal "Non chiediamo sussidi ne' trattamenti di favore. Chiediamo una concorrenza leale. I produttori europei stanno investendo per soddisfare alcuni degli standard ambientali e climatici più rigorosi al mondo. Al contempo, molti prodotti manifatturieri d'importazione accedono al mercato europeo senza essere soggetti a obblighi equivalenti. Ciò crea condizioni di disparità che mettono a rischio le fabbriche, gli investimenti e i posti di lavoro in Europa", ha dichiarato il presidente di Eurometal, Alexander Julius. "Il nostro messaggio è semplice: se l'Europa vuole mantenere la produzione industriale, l'innovazione e l'occupazione qualificata, deve garantire che gli stessi principi si applichino all'intera catena del valore manifatturiero. Mantenere la produzione in Europa significa preservare la prosperità, la resilienza e l'autonomia strategica dell'Europa", ha aggiunto. Presente alla manifestazione anche l'eurodeputata di Fratelli d'Italia, Elena Donazzan, vicepresidente della commissione per l'industria, la ricerca e l'energia (Itre) dell'Eurocamera. "L'Europa nasce su carbone e acciaio, ma pare che l'acciaio lo vogliano affossare", ha affermato a margine della manifestazione. "Le misure che la Commissione ha immaginato sono solo per difendere l'acciaio come prodotto principale. Abbiamo giustamente diminuito le quote in entrata, soprattutto dell'acciaio che viene fatto dalla Cina, dalla Turchia, dall'estero. Ma la Commissione, a pensar male, si è dimenticata di coprire tutti i prodotti a valle: l'intera filiera, che è quella che genera lavoro, con13 milioni e 600 mila lavoratori nel solo settore che ha a che fare con l'acciaio e i suoi derivati", ha proseguito Donazzan. "Se non si protegge il settore, durerà un anno la vita anche delle acciaierie, perché stanno arrivando la sovrapproduzione e la sovracapacità che non vanno più negli Stati Uniti, e che dalla Cina viene scaricata sull'Europa come se fossimo una discarica. Pensate che il divario di prezzo fra un prodotto semilavorato e finito fatto dalla Cina, piuttosto che in Europa, è del 80% in meno. Impossibile la concorrenza", ha proseguito l'eurodeputata di Fratelli d'Italia. "Chiediamo l'estensione della protezione del Cbam, chiediamo che venga inserito il Made in Europe e che venga protetta l'intera filiera con misure di supporto. Gli industriali non chiedono sussidi, vogliono essere difesi con misure alleggerite, perché quello che sta accadendo è una concorrenza sleale", ha concluso.
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