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Ucraina, tornano le bombe e i droni. In arrivo da Londra 100 milioni di sterline per la di...
Oggi 08-09-26, 16:26
AGI - Tra Ucraina e russia tornano gli attacchi dopo tre giorni di tregua in concomitanza con la visita degli inviati statunitensi Steve Witkoff e Jared Kushner. Una serie di "forti" esplosioni è stata avvertita a Kiev dalle prime ore della notte. Almeno due persone sono rimaste uccise (e almeno sette risultano ferite) nei raid russi, secondo l'autorità militare della capitale ucraina. Edifici sono stati colpiti nei distretti di Boryspil e Fastiv, nella periferia della capitale. La risposta ucraina: raid con droni su una regione russa Droni ucraini hanno colpito la regione russa di Saratov. Lo riporta l'agenzia di stampa russa Tass, che spiega come l'attacco abbia provocato il danneggiamento di strutture civili e il ferimento di alcune persone. A confermarlo è il governatore della regione, Roman Busargin. "Strutture civili sono state danneggiate in un attacco con droni su Saratov. Tutti i sistemi di emergenza sono al lavoro. I primi accertamenti indicano che ci sono feriti", ha detto Busargin. Kiev: "Putin risponde alla diplomazia con i missili" "Nel momento in cui gli inviati di pace del presidente degli Stati Uniti se ne sono andati, Putin ha lanciato un altro massiccio e terribile attacco contro Kiev". Lo ha denunciato il ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha, riferendo che i raid hanno danneggiato aree residenziali e provocato almeno due morti. "I suoi missili balistici parlano più forte delle sue parole sulla diplomazia", ha affermato Sybiha. "Un attacco dopo l'altro contro edifici residenziali non lo avvicina alla vittoria in questa guerra: non è altro che terrore insensato". Secondo il capo della diplomazia ucraina, l'attacco dimostra che "nessuna decisione dei nostri alleati può essere rimandata". "Ogni ritardo si misura in vite. Ogni intercettore fornito ora all'Ucraina è una vita salvata", ha aggiunto, chiedendo che vengano utilizzati per proteggere i cieli ucraini anche i missili presenti negli arsenali degli alleati, compresi quelli prossimi alla scadenza. Sybiha ha inoltre esortato i Paesi europei a "seguire l'esempio della Germania e chiudere tutte le 'Case russe' in Europa". "Non si può permettere alle reti di influenza russe di continuare a operare mentre la Russia rifiuta di porre fine alla sua guerra di aggressione", ha affermato. "Esortiamo i nostri alleati ad agire e ad aumentare la pressione sull'aggressore. La pressione su Mosca fa avanzare la diplomazia, non la ostacola. Una pressione più forte avvicina la pace", ha concluso Sybiha. Londra stanzierà 100 milioni di sterline per la difesa ucraina Il governo britannico stanzierà 100 milioni di sterline, circa 116,5 milioni di euro, per fornire all'Ucraina "prima dell'inverno" nuovi sistemi e mezzi per la difesa aerea, compresi missili Patriot. Lo ha annunciato il ministero della Difesa britannico. Le risorse saranno mobilitate nell'ambito del contributo del Regno Unito a un programma della Nato dedicato al sostegno a Kiev. Il pacchetto comprende intercettori, munizioni di grosso calibro e droni e servirà ad "aiutare l'Ucraina a difendersi dai barbari attacchi russi questo inverno", ha affermato il ministero in una nota. Von der Leyen: "In arrivo 3,2 miliardi di euro per sostenere Kiev" "Insieme al Segretario generale della Nato, Mark Rutte, accolgo con favore l'accordo raggiunto dagli Stati membri sulla deroga che consentirà all'Ucraina di acquistare prodotti essenziali per i sistemi di difesa aerea Patriot". Lo afferma in una dichiarazione la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen. "La prossima erogazione di 3,2 miliardi di euro consentirà all'Ucraina di proteggere meglio i propri cieli dagli attacchi indiscriminati della Russia. L'esborso si aggiunge agli 8,4 miliardi di euro già erogati nell'ambito del prestito di sostegno all'Ucraina, anche per la difesa aerea", aggiunge. "Continueremo a lavorare fianco a fianco per sostenere l'Ucraina e rafforzare la postura di difesa dell'Europa", conclude la presidente della Commissione europea. Lavrov e la posizione di Trump sui negoziati I negoziati condotti a Mosca dal presidente russo Vladimir Putin con gli inviati del presidente americano Donald Trump, Steve Witkoff e Jared Kushner, si basano sulla posizione espressa dal capo della Casa Bianca sulla mancata adesione dell'Ucraina alla Nato e sul riconoscimento della "realtà sul terreno". Lo ha affermato il ministro degli Esteri russo Sergei Lavrov. "Il nocciolo della discussione, posso dirlo con certezza, si basa sulla posizione sulla questione ucraina espressa dal presidente Trump non appena è tornato nello Studio Ovale", ha dichiarato Lavrov durante il programma 'Bolshaya Igra' di Channel One, rispondendo a una domanda dello youtuber americano Andrew Napolitano. "In primo luogo, ha detto che bisogna dimenticare i tentativi di trascinare l'Ucraina nell'Alleanza Nord Atlantica. Ha detto che questo era evidente molto prima di Putin. La questione è chiusa e non dovrebbe essere sollevata di nuovo", ha aggiunto il capo della diplomazia russa. "Il secondo elemento della posizione degli Stati Uniti è il riconoscimento della realtà sul terreno", ha concluso Lavrov.
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