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Usa: "Distrutte 5 petroliere iraniane". Teheran bombarda le basi in Giordania
Oggi 09-09-26, 06:55
AGI - Nuova escalation tra Usa e Iran in Medio Oriente. Le forze del Comando Centrale degli Stati Uniti hanno distrutto cinque petroliere iraniane dopo che, negli ultimi due giorni, il Corpo delle Guardie della Rivoluzione Islamica (IRGC) aveva preso di mira per due volte una nave da guerra della Marina statunitense con missili balistici. Lo riferisce il Centcom in una nota. Secondo il comando americano, l’unità della Marina è riuscita in entrambi i casi a evitare gli attacchi e ha proseguito il pattugliamento delle acque della regione. Nessun militare statunitense è rimasto ferito. Da sei mesi Stati Uniti e Iran sono bloccati in uno stallo militare: Teheran continua a esercitare una forte pressione sullo Stretto di Hormuz, mentre Washington porta avanti una campagna volta a colpire i porti e a indebolire l’economia iraniana. Anche i prezzi del petrolio salgono nelle prime fasi delle contrattazioni asiatiche, con il barile che sfiora i 100 dollari in seguito ai nuovi scambi di attacchi in Medio Oriente. CENTCOM forces destroyed five Iranian crude oil carriers, Sept. 8, after the Islamic Revolutionary Guard Corps (IRGC) targeted a U.S. Navy warship with ballistic missiles twice over the past two days. The U.S. warship successfully evaded the attempted Iranian attacks and… pic.twitter.com/Gi8a2tloN1 — U.S. Central Command (@CENTCOM) September 8, 2026 Il monito di Rubio: "Perderanno altre petroliere" Il segretario di Stato statunitense, Marco Rubio, ha dichiarato che il suo Paese continuerà a prendere di mira le petroliere iraniane con attacchi di rappresaglia. "L'Iran continua a tentare di colpire navi della marina statunitense e, ogni volta che lo fa o ci prova, perderà delle petroliere; credo che questo accadrà di nuovo oggi", ha affermato parlando con i giornalisti durante una visita in Colombia. L'Iran minaccia le petroliere in Kuwait e Bahrein I Guardiani della Rivoluzione iraniani hanno quindi minacciato di colpire le petroliere presenti nei porti del Kuwait e del Bahrein, invitando gli equipaggi ad "abbandonare immediatamente le navi". Lo riferisce l'agenzia ufficiale Irna. "Alla luce dei crimini dell'esercito terrorista americano, che ha preso di mira diverse petroliere della Repubblica Islamica dell'Iran, avvertiamo tutte le petroliere presenti nei porti kuwaitiani e bahreiniti, porti che ospitano tali terroristi e sono complici delle loro azioni criminali, sia che si trovino all'ancora sia ormeggiate in banchina", hanno dichiarato i Guardiani. "Le esortiamo ad abbandonare le navi, poiché diventeranno bersagli", hanno aggiunto, secondo quanto riportato dall'Irna. Il successivo attacco alla base Usa di Al-Azraq in Giordania Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno poi annunciato di aver colpito con missili la base militare statunitense di Al-Azraq, in Giordania, in risposta agli attacchi americani contro le imbarcazioni di Teheran. Secondo quanto riferito dall'agenzia Irna, la base, situata circa 100 chilometri a est di Amman, è stata investita da "pesanti attacchi missilistici" nell'ambito di un'"operazione punitiva" condotta per "punire l'aggressore". Le Guardie sostengono che l'attacco abbia danneggiato le aree destinate al dispiegamento dei caccia F-35, F-16 e F-15, oltre ai ricoveri utilizzati per gli aerei da combattimento. Al momento, nel testo fornito, non risultano conferme indipendenti sull'entità dei danni. La Giordania intercetta 20 missili L'Iran ha aperto il fuoco contro la Giordania utilizzando munizioni a grappolo, secondo quanto riferito da un funzionario statunitense a Fox News. Le Forze armate giordane, riferisce sempre Fox News, hanno dichiarato che i sistemi di difesa aerea del Paese hanno intercettato 20 missili balistici lanciati verso il territorio giordano. "Diciotto di essi sono stati intercettati e distrutti con successo, mentre due missili sono caduti in aree prive di assembramenti di persone", ha affermato un portavoce, secondo quanto riportato dai media statali giordani. Non sono state segnalate vittime, secondo la Reuters. L'Iran rivendica attacchi nello Stretto di Hormuz I Pasdaran hanno attaccato anche due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 "imbarcazioni non conformi" che tentavano di attraversare lo Stretto di Hormuz, continuando la loro opera di ritorsione contro Washington. Lo hanno riferito i media di Stato. "Sono state prese di mira due imbarcazioni statunitensi, otto petroliere e 10 imbarcazioni non conformi che tentavano di attraversare la zona vietata e non sicura dello Stretto di Hormuz", hanno affermato le Guardie in un comunicato pubblicato dall'agenzia ufficiale IRNA. Per lo stesso motivo, all'ingresso dello Stretto di Hormuz, è stato sequestrato anche uno dei droni sottomarini "più moderni" dell'esercito americano. I militari statunitensi hanno replicato che uno dei loro droni, di un "modello datato", aveva subito un malfunzionamento nella regione dello stretto, senza precisare se si trattasse dell'apparecchio sequestrato dall'Iran. Il controllo iraniano dello Stretto di Hormuz Teheran e Washington continuano a scambiarsi colpi nello Stretto di Hormuz e nei suoi dintorni, nonostante il cessate il fuoco entrato in vigore ad aprile, che aveva sospeso la prima fase dei bombardamenti intensi iniziata con l'attacco israelo-americano contro l'Iran del 28 febbraio. I negoziati diplomatici restano in un punto morto, con le due parti che si contendono il controllo di questo snodo marittimo attraverso cui transita di norma un quinto delle esportazioni mondiali di petrolio e gas. Dall'inizio della guerra il traffico nello stretto è pressoché paralizzato, con effetti sui mercati energetici mondiali e sui prezzi del greggio. L'Iran esige ora che le navi ottengano un'autorizzazione, oltre al pagamento di diritti di transito, prima di attraversare lo stretto: una misura fermamente respinta da Washington e da diversi Paesi della regione. Il blocco aereo iraniano nella lista nera Usa Il governo americano, che applica da parte sua un blocco sui porti iraniani, ha inoltre inserito martedì nella propria lista nera l'intero settore aereo iraniano, minacciando di sanzionare qualsiasi organizzazione che collabori con le compagnie aeree del Paese, tra cui le principali sono Mahan Air e Iran Air.
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