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Economia e Finanza
WSense, la ricerca della Sapienza entra in Fincantieri
Oggi 14-10-26, 15:24
AGI - Una tecnologia nata nei laboratori della Sapienza Università di Roma, trasformata in impresa e ora entrata nel perimetro di Fincantieri. È il percorso di WSense, spin-off dell'ateneo romano specializzato nelle comunicazioni subacquee, al centro di un incontro nella sede romana della società. All'incontro hanno partecipato l'amministratore delegato di Fincantieri Pierroberto Folgiero, la rettrice della Sapienza Antonella Polimeni, l'amministratore delegato di Cdp Venture Capital Emanuele Levi e gli investitori internazionali che hanno sostenuto la crescita della scale-up. Nata dalla ricerca accademica della Sapienza, WSense ha sviluppato tecnologie proprietarie per il monitoraggio e la comunicazione underwater e per l'Internet of Underwater Things, che permettono di trasmettere dati in ambienti subacquei complessi. La società le ha portate verso applicazioni industriali e mercati internazionali. Nelle diverse fasi di sviluppo è stata accompagnata da investitori italiani e internazionali, mentre Cdp Venture Capital ha contribuito a sostenerla nel passaggio dalla ricerca alla dimensione industriale. L'ingresso di Fincantieri Con l'operazione annunciata lo scorso luglio, Fincantieri è diventata azionista di maggioranza di WSense. La società mantiene autonomia, identità e continuità manageriale e mette le proprie tecnologie e competenze al servizio della strategia underwater del gruppo. "WSense è la dimostrazione che l'Italia possiede tutte le competenze necessarie per generare innovazione di livello mondiale: ricerca universitaria, imprenditorialità, capitale e capacità industriale. La sfida è mettere questi elementi a sistema e accompagnarne la crescita. L'ingresso di WSense nel perimetro di Fincantieri si inserisce proprio in questa prospettiva: favorire l'incontro tra tecnologia e mercato e contribuire alla costruzione di una filiera underwater d'eccellenza, con l'ambizione di consolidare un campione internazionale capace di competere nei domini strategici del futuro", ha commentato Folgiero, amministratore delegato e direttore generale di Fincantieri. Un polo industriale underwater "L'ingresso di Fincantieri apre per WSense una nuova fase, ma soprattutto rende concreto un modello di polo industriale underwater basato sull'integrazione verticale e sulla collaborazione tra realtà che mantengono autonomia, competenze e identità imprenditoriale", ha spiegato la ceo e co-founder di WSense, Chiara Petrioli. "In questi primi mesi abbiamo già potuto sperimentare il valore delle sinergie tra le diverse realtà che ne fanno parte, con WSense nel ruolo di abilitatore e integratore delle soluzioni. È un modello nuovo, in cui una grande azienda sceglie di mettere l'innovazione al centro del proprio posizionamento in un dominio strategico e, allo stesso tempo, crea le condizioni perché l'imprenditorialità e le competenze specialistiche continuino a crescere. L'obiettivo è costruire un ecosistema underwater unico in Europa per capacità di integrare tecnologie, competenze e soluzioni lungo l'intera filiera". WSense, dall'università all'impresa "Sei anni fa parlavamo del potenziale dell'università e della possibilità di trasformare la ricerca in innovazione e impresa. Oggi la storia di WSense dimostra concretamente che questo può accadere: quando l'ecosistema universitario viene correttamente stimolato e sostenuto, la ricerca può trasformarsi in un'impresa capace di crescere e competere a livello internazionale. Per questo credo che la storia di WSense vada raccontata ai nostri giovani ricercatori e dottorandi: perché dimostra che tra università e industria può esistere una traiettoria concreta e che, quando si costruisce una visione comune, si liberano energia, creatività e nuove opportunità per il sistema e per il Paese", ha sottolineato Polimeni. Secondo la società, il caso WSense mostra un percorso di trasferimento tecnologico che in Italia resta ancora un'eccezione. È un percorso che va dalla validazione scientifica alla costruzione dell'impresa, dalla raccolta di capitali alla crescita internazionale, fino all'incontro con la grande industria. Il modello è considerato particolarmente rilevante per il deep tech, dove tempi di sviluppo, complessità tecnologica e fabbisogno di capitale richiedono la collaborazione tra università, investitori, istituzioni e industria. La sfida indicata è fare in modo che WSense diventi un modello replicabile.
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