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Zelensky: "Intensificheremo i raid sulle raffinerie russe"
Oggi 03-10-26, 20:00
AGI - L'Ucraina intensificherà gli attacchi alle raffinerie di petrolio russe in risposta alla nuova campagna di raid aerei da parte di Mosca, volta a costringere gli ucraini ad abbandonare Kiev e altre città. Lo ha dichiarato il presidente Volodymyr Zelensky, assicurando che gli attacchi ucraini non prenderanno di mira i civili. Secondo quanto dichiarato da Zelensky in un'intervista all'agenzia Reuters, l'intelligence ucraina ha ottenuto documenti che dimostrano l'esistenza di una "nuova dottrina" di attacchi militari contro uno spettro più ampio di obiettivi civili in vista dell'inverno. "Abbiamo visto i documenti che autorizzano ad attaccare infrastrutture civili", ha aggiunto elencando gli obiettivi della nuova campagna dei russi: "infrastrutture, logistica, strade, scuole, ospedali". "Vogliono spingere la gente a lasciare la capitale, a lasciare diverse città", ha denunciato, "questo è il loro obiettivo". Tensione in Moldavia dopo le nuove incursioni nei cieli di Chisinau La Moldavia ha convocato l'ambasciatore russo in seguito a una nuova incursione di missili e droni provenienti dall'Ucraina. A fine settembre, Chisinau aveva denunciato un aumento degli incidenti che coinvolgevano droni, costringendola a chiudere ripetutamente il proprio spazio aereo. Nell'ultima incursione in ordine di tempo, cinque tra droni e missili sono esplosi vicino ad alcune località moldave, causando danni lievi ma nessuna vittima, secondo le autorità. L'indiscrezione del NYT: negoziati USA-Russia e maxi-accordo sugli asset Lukoil I colloqui dell'amministrazione Trump con la Russia per porre fine alla guerra in Ucraina si sono ampliati includendo un accordo petrolifero da miliardi di dollari che porterebbe benefici ai dirigenti d'impresa mediorientali con legami con i due principali negoziatori statunitensi, Steve Witkoff e Jared Kushner. Lo riporta il New York Times. L'accordo, subordinato all'approvazione del governo Usa e del Cremlino, riguarda l'acquisto di un vasto complesso di asset - giacimenti petroliferi, raffinerie e stazioni di servizio in tutto il mondo - della Lukoil, una delle maggiori compagnie energetiche private russe. Il gruppo promotore dell'operazione comprende un investitore americano, Todd Boehly - che ha donato 2 milioni di dollari alle cause politiche del presidente Trump - due gruppi mediorientali che hanno intrattenuto affari con Kushner o con la famiglia di Witkoff e un ente dello stesso governo statunitense. Le trattative, in corso da mesi e descritte da otto persone informate sui fatti, gettano nuova luce sull'approccio adottato di recente da Trump per risolvere un conflitto che dura da quattro anni e ha causato centinaia di migliaia di vittime. Le fonti hanno parlato a condizione di anonimato, data la delicatezza dei negoziati. Non vi è alcuna indicazione che Kushner o Witkoff ne traggano un profitto personale. "Tuttavia, l'accordo in fase di definizione rappresenta una sorprendente commistione tra interessi commerciali privati e geopolitica", sottolinea il quotidiano statunitense, "anche per un'amministrazione che ha regolarmente liquidato le preoccupazioni relative a potenziali conflitti di interesse". Il vertice al Cremlino tra Putin, Kushner e Witkoff Il presidente russo, Vladimir Putin, avrebbe menzionato l'accordo durante l'incontro avuto al Cremlino il 5 settembre con Witkoff e Kushner, secondo quanto riferito da tre persone a conoscenza dei fatti. Putin ne ha proposto la conclusione come un modo per dimostrare ai russi che è possibile fare affari con gli Stati Uniti. Gli americani hanno risposto che se ne sarebbero occupati, vedendo nell'iniziativa un'opportunità per costruire un rapporto di fiducia con il Cremlino e, al contempo, ridurre i prezzi globali dell'energia. L'accordo si prospetta vantaggioso anche per gli acquirenti: l'approvazione statunitense alla vendita svincolerebbe gli asset dalle sanzioni americane, aumentandone istantaneamente il valore. A Mosca, la decisione sull'accordo è considerata di competenza esclusiva di Putin, sebbene Lukoil sia tecnicamente una società privata. In ultima analisi, la gigantesca transazione che coinvolge asset eterogenei quali giacimenti petroliferi in Camerun, raffinerie in Europa e stazioni di servizio nel New Jersey dipende dalle decisioni di Putin e Trump. Trump promuove la prospettiva di accordi commerciali con la Russia sin dall'inizio dello scorso anno, descrivendo il Paese come una "opportunità straordinaria". La vicenda riporta inoltre l'attenzione su World Liberty Financial, la società di criptovalute di Trump co-fondata da Witkoff: uno degli investitori coinvolti nell'operazione Lukoil è comproprietario di World Liberty.
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