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A Milano l'evento "Oltre il traguardo: la Lombardia che cura"
Oggi 25-05-26, 15:37
Milano, 25 mag. (Askanews) - Milano-Cortina 2026 non è stata soltanto una vetrina sportiva, ma anche un banco di prova per il sistema sanitario lombardo. È così nato "Oltre il traguardo: la Lombardia che cura", evento promosso da BeOne Medicines a Palazzo Pirelli, per riflettere in merito all'eredità organizzativa, clinica e territoriale lasciata dai Giochi Olimpici e Paralimpici Invernali. Al centro, il modello lombardo di sanità in rete: integrazione tra ospedali e territorio, collaborazione tra pubblico e privato, coordinamento tra emergenza-urgenza, presidi di comunità, innovazione digitale e percorsi di presa in carico del paziente. L'obiettivo è rafforzare la capacità di risposta sanitaria non solo nei contesti emergenziali, ma anche nella gestione quotidiana. Emanuele Monti, Presidente della Commissione IX Sostenibilità sociale, casa e famiglia di Regione Lombardia, spiega come Regione Lombardia intende fare tutto ciò: "La Legacy Olimpica parte anche nella sanità. Chiaramente l'investimento che è stato fatto è importantissimo: l'assessore Bertolaso, il presidente Fontana ci hanno creduto fin dal primo minuto. Oggi abbiamo la fortuna di avere concretamente dei lasciti importanti in termini di strutture, protocolli organizzativi e gestionali, eccellenze non solo italiane ma internazionali". Nel corso dell'evento, presentati i dati raccolti durante Milano-Cortina 2026 relativi all'impatto sulla salute, sull'organizzazione sanitaria e sui percorsi clinici, con un approfondimento dedicato al "modello Niguarda". Di questo virtuosismo parla Roberto Cairoli, Direttore SC Ematologia, ASST GOM Niguarda: "Dobbiamo dotarci di una struttura di data manager che parli con le istituzioni, con i comitati etici e con le aziende, in modo da ottenere farmaci ancora in sperimentazione clinica che, sebbene siano promettenti, non sono ancora in commercio. Questi rappresentano l'ultima frontiera di cura". Dati che danno indicazioni importanti, evidenziando gli elementi da migliorare e quelli che funzionano già nel migliore dei modi. Interviene in tal senso Alberto Zoli, Medical Care Manager Lombardia per i Giochi olimpici invernali Milano-Cortina 2026: "Pochi casi critici, ma gestiti al meglio con l'organizzazione comune che abbiamo creato tra Niguarda e Valtellina. Niguarda, insieme al Morelli di Sondalo, ha realizzato l'ospedale olimpico e ha gestito i due pronto soccorso olimpici e quanto occorreva per tenere aperta la parte ospedaliera, compreso il reparto fatto per la family, quindi appositamente per quella parte di popolazione che aveva un badge". Particolare attenzione è stata rivolta alle reti oncologiche ed ematologiche regionali e ai modelli di gestione delle cronicità e dei follow-up territoriali, temi centrali nella prospettiva di una sanità sempre più integrata e vicina ai cittadini. In questo contesto, l'evento si è proposto come un momento di confronto e restituzione dedicato alla costruzione di una visione a lungo termine: una Lombardia che, oltre il traguardo sportivo, sa investire su una sanità di rete, inclusiva, innovativa e orientata alla cura della persona.
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