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Addio all'obsolescenza programmata: l'Ue costringerà i produttori a riparare gli elettrodomestici
Oggi 26-07-26, 18:28
Rivoluzione in arrivo per i cittadini europei, con l'introduzione del "diritto alla riparazione" volto a dare nuova vita a lavatrici, aspirapolveri, cellulari e altri beni di consumo non più funzionanti ma ancora riparabili. Lo ricorda Assoutenti, che sottolinea come entro il prossimo 31 luglio gli Stati membri, e quindi anche l'Italia, dovranno recepire la direttiva Ue 2024/1799 finalizzata a incentivare la riparazione dei beni di consumo, ridurre lo smaltimento prematuro dei prodotti riparabili e contrastare il fenomeno dell'obsolescenza programmata. In base alle nuove regole europee viene introdotto l'obbligo in capo ai produttori di riparare, anche fuori dal periodo di garanzia legale, un bene rotto o difettoso ma tecnicamente riparabile. È previsto un modulo europeo che il riparatore dovrà consegnare al consumatore prima di iniziare l'intervento con tutte le informazioni sulla riparazione: tipologia degli interventi, tempo necessario a completare il lavoro, prezzi, eventuale prodotto sostitutivo. Le informazioni contenute nel modulo saranno valide per 30 giorni. In base alla direttiva la riparazione deve essere eseguita a titolo gratuito o a un prezzo ragionevole ed entro un periodo di tempo congruo e, nei casi in cui la riparazione sia impossibile, il fabbricante può offrire al consumatore un bene ricondizionato. Qualora il fabbricante obbligato alla riparazione sia stabilito al di fuori dell'Ue, l'obbligo ricade sul suo rappresentante autorizzato nell'Ue o sull'importatore del bene. I produttori sono poi obbligati a mettere a disposizione parti di ricambio e strumenti a un prezzo ragionevole che non scoraggi la riparazione. Qualora il bene difettoso sia ancora in garanzia, in caso di riparazione questa si allunga di un anno: resta fermo infatti il diritto dei consumatori di scegliere tra la riparazione e la sostituzione dei prodotti difettosi entro il periodo di responsabilità del venditore incluso nella garanzia, ma se il consumatore sceglierà la riparazione del bene, il periodo di responsabilità del venditore sarà prorogato di 12 mesi dal momento in cui il prodotto sarà riparato. Entro il 31 luglio del 2027, inoltre, dovrà essere realizzata una piattaforma online europea per la riparazione per consentire ai consumatori di trovare riparatori, venditori di beni ricondizionati, acquirenti di beni difettosi a fini di ricondizionamento o iniziative di riparazione di tipo partecipativo. "L'Italia, attraverso uno schema di decreto legislativo attuativo, si è già attivata per modificare il Codice del Consumo recependo la direttiva europea - spiega il presidente Gabriele Melluso - Si tratta di novità molto importanti che impattano su consumatori, ambiente e produttori: lo smaltimento di prodotti riparabili genera ogni anno 35 milioni di tonnellate di rifiuti in Europa con costi sociali e ambientali rilevanti. Le nuove norme non solo riducono la produzione di rifiuti, ma contrastano l'odioso fenomeno dell'obsolescenza programmata, spingendo i fabbricanti a realizzare prodotti che durino di più nel tempo".
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