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"Altro che attenuanti, è innocente", Ceccardi al fianco di Roggero
Oggi 22-07-26, 09:38
Il caso di Mario Roggero, il gioielliere di Grinzane Cavour condannato in via definitiva a 14 anni e 9 mesi per aver ucciso, nel 2021, due dei tre uomini che avevano appena rapinato il suo negozio, continua a tenere banco nel dibattito politico e mediatico. Ne ha parlato anche la trasmissione "4 di Sera", dove l'europarlamentare della Lega Susanna Ceccardi è tornata a chiedere una modifica della normativa sulla legittima difesa. Ceccardi ha aperto il suo intervento riassumendo la vicenda in termini netti: "La situazione è questa, un uomo si è svegliato per andare a lavorare, tre uomini si sono svegliati per andare a rapinare e dobbiamo partire dalla giustizia, la legge deve assicurare la giustizia". Incalzata dal conduttore, che le ha chiesto se per "giustizia" intendesse un'assoluzione per Roggero, l'esponente leghista ha spostato il ragionamento sul piano del consenso popolare: "Il senso comune non è giustizia, se noi interpelliamo milioni di cittadini per bene, che cosa pensano rispetto a questo caso e rispetto al fatto che un uomo debba andare nel proprio lavoro e rischiare l'ergastolo? Perché di questo si tratta di fatto, perché reagisce a un'offesa ingiusta". Il conduttore ha allora provato a mettere alle strette l'ospite, chiedendole se la proposta della Lega puntasse a ridurre la pena - da 15 anni a 3 o 4 - oppure a far dichiarare Roggero del tutto innocente. Ceccardi ha risposto richiamando la proposta di legge presentata dal senatore Claudio Borghi: "Per me la proposta che ha presentato Claudio Borghi è giusta, perché in un caso come quello di Roggero dovrebbero essere applicate le scriminanti, non le attenuanti, perché a Roggero per avere 14 anni hanno applicato le attenuanti, dovrebbero applicare le scriminanti, perché una persona che si sveglia la mattina e per la quinta volta viene rovinata, vede la pistola puntata alla testa di sua figlia e uccide i suoi aggressori è innocente". La distinzione richiamata da Ceccardi non è di poco conto sul piano giuridico: le attenuanti riducono la pena per un reato che resta comunque riconosciuto, mentre le scriminanti - come la legittima difesa - escludono in radice la punibilità del fatto. Il disegno di legge depositato da Borghi, primo firmatario, punta proprio a modificare l'articolo 52 del codice penale, introducendo la non punibilità di "qualsiasi reazione posta in essere nell'immediatezza del fatto da chi subisce l'aggressione", indipendentemente dalla proporzionalità dei mezzi usati, dalla persistenza del pericolo e dalla natura difensiva della condotta, in caso di aggressione armata nel proprio domicilio o esercizio commerciale. Una norma che, se approvata, secondo diversi osservatori riscriverebbe in modo sostanziale i confini della legittima difesa, ma che non avrebbe comunque effetto retroattivo sul processo Roggero, già concluso con sentenza definitiva della Cassazione: il gioielliere, va ricordato, aveva inseguito i rapinatori fuori dal negozio e aveva sparato quando, secondo la ricostruzione dei giudici, il pericolo immediato era ormai cessato. Il caso continua a dividere trasversalmente la politica italiana. Da un lato la Lega, che ha più volte chiesto anche la grazia presidenziale per Roggero; dall'altro voci critiche verso l'impostazione del partito di Salvini, secondo cui la vicenda non può essere ridotta a un caso di autodifesa. Nella stessa puntata di "4 di Sera", ad esempio, il giornalista Antonio Caprarica ha invitato alla cautela, ricordando che tre gradi di giudizio hanno confermato la condanna e che nessuna esasperazione può giustificare un omicidio. Resta da vedere quale sarà l'iter parlamentare della proposta Borghi e se troverà il sostegno degli altri partiti di maggioranza, mentre il dibattito pubblico sul confine tra legittima difesa e giustizia "fai da te" resta, ancora una volta, apertissimo.
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