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"Ammazzo tuo figlio", l'inchiesta sul racket delle occupazioni: aggressioni e minacce
Oggi 12-08-26, 09:19
"Ho parlato già con te, a tutti e due, a tuo marito e tuo fratello li picchierò forte, ogni volta che li vedrò li picchierò, voglio ammazzarli, prenderò le loro teste e le getterò per terra schiacciandole, ti giuro sui miei figli che farò questa cosa". È il messaggio minatorio perno dell'indagine che ha portato la Gip del tribunale di Roma, Emanuela Attura ad applicare il divieto di dimora nel Comune di Roma a due uomini, un peruviano e un brasiliano, accusati di tentata estorsione e lesioni. L'indagine, destinata ad allargarsi, secondo quanto apprende LaPresse, riguarda un appartamento della Fondazione Enasarco, che è stato concesso abusivamente ad altri sud americani da un'organizzazione criminale dedita al racket delle occupazioni nella Capitale. Secondo quanto ricostruito nell'ordinanza, i due indagati avrebbero inizialmente chiesto 25 mila euro per procurare un alloggio nel quartiere romano del tuscolano. La somma sarebbe poi stata ridotta a 16 mila euro, consegnati a uno dei due il 13 febbraio 2026. Dopo alcuni mesi, l'immobile sarebbe stato messo a disposizione, ma sarebbe emerso che si trattava di una casa appartenente a Enasarco. A quel punto sarebbe stato richiesto il saldo, indicato negli atti in 9 mila euro e successivamente in 6 mila, accompagnando la richiesta con minacce rivolte alla donna e ai suoi familiari. Il 24 maggio, durante un incontro, uno degli indagati avrebbe insistito per ottenere il pagamento della somma residua. "Se tuo marito ha tirato fuori un cacciavite... che non ho mai picchiato nessuno! Se di nuovo tira fuori qualcosa gli spacco la testa", avrebbe detto l'uomo. Pochi giorni dopo, il 3 giugno, l'escalation è culminata in un'aggressione. Secondo la denuncia, il familiare della donna sarebbe stato aggredito in strada con una bottiglia di vetro e un coltello da cucina. Il referto del pronto soccorso parla di una ferita lacero-contusa frontale sinistra e una contusione zigomatica destra, con una prognosi di 14 giorni. Per la gip Attura le dichiarazioni delle persone offese risultano confermate dalle immagini, dai vocali e dalla documentazione medica acquisita. "Il quadro probatorio, del tutto lineare, consente di affermare che non sussistono dubbi in merito alla sussistenza del contestato reato di tentata estorsione", si legge nell'ordinanza. Gli atti parlano di una richiesta di denaro accompagnata da minacce e violenza, con varie persone coinvolte. L'ordinanza evidenzia anche il pericolo concreto e attuale di reiterazione di reati analoghi e di inquinamento probatorio. La Procura aveva chiesto la custodia cautelare in carcere. La giudice ha invece ritenuto proporzionata e idonea la misura del divieto di dimora a Roma, ritenendo necessario recidere il "legame" degli indagati con il territorio e con quella che nell'ordinanza viene definita una "attività odiosa di mercimonio del patrimonio immobiliare pubblico", esercitata attraverso "forme di violenza e sopraffazione nei confronti di soggetti deboli in emergenza abitativa". Ma dietro la vicenda potrebbe esserci una rete criminale più ampia, considerato che, secondo il giudice, l'attività di intermediazione nell'occupazione abusiva di immobili "appare andare avanti da tempo".
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