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Cari elettori di centrodestra che siete un po' stanchi…
Oggi 05-09-26, 07:44
Lo so. Ci siete. Vi vedo. Anche perché credo di essere uno di voi. Siete (siamo) quelli che all'ora del telegiornale alzano gli occhi al cielo quando sentono ancora i nomi di due o tre ministri. Quelli che si aspettavano un taglio di tasse più robusto. Quelli che sulla sicurezza vedono ottimi numeri e uno sforzo davvero apprezzabile ma volevano ancora di più. Quelli (non fatemi dire parolacce: siamo sulla prima pagina de Il Tempo) che non si danno pace per il fatto che in Rai, dopo quattro anni di governo, i guerriglieri comunisti e i pasdaran anticentrodestra continuino a guidare le danze come se nulla fosse, bullizzando i colleghi e perfino dirigenti che sembrano anestetizzati. Ognuno ha la sua rimostranza. Talora anche giusta. Talora no. Ma tutte, puntualmente, accompagnate da un piccolo retrogusto di disillusione. Comprendo perfettamente e in qualche misura condivido: partecipo anch'io a questo mix di sentimenti. Però, detto questo, resta la domanda da un milione di euro, quella che i delusi fingono di non sentire: te la immagini l'alternativa? O facciamo finta di non conoscerla? Vuoi la Boldrini a gestire l'immigrazione? Quella che considera un confine un'opinione e un porto un'emergenza umanitaria permanente? Vuoi rivedere i geni grillini del superbonus all'Economia? Quelli che hanno trasformato un incentivo in un buco nero e poi hanno fatto finta di non ricordare chi avesse firmato? Vuoi gli svalvolati del green all'Ambiente? Quelli che se potessero chiuderebbero le acciaierie per sostituirle con allevamenti di cozze e vongole? Vuoi i manettari alla Giustizia? Quelli per cui un avviso di garanzia è già sentenza e l'avversario politico è, per definizione, un delinquente? No, dico: stiamo scherzando? Abbiamo bisogno di un nuovo test nel 2027 per ricordarci chi siano questi signori? Ricordatevelo: da quella parte non cambiano mai. Stessa arroganza, stessa presunzione, stessa ostilità agli autonomi, alle famiglie, alle imprese. A chi semplicemente la pensa diversamente da loro. E allora, potete pure essere delusi oggi. Potete anche avere qualche ragione ad esserlo. Ma un conto è borbottare sul divano, un altro è consegnare le chiavi di casa a chi, alla prima occasione, rimetterà in moto la macchina delle tasse "giuste", dei confini "aperti" e delle inchieste "necessarie". Un conto è essere stanchi. Un altro è svegliarsi domani e scoprire che la stanchezza era un lusso. Siate saggi. Non fate cazzate (scusate, alla fine la parolaccia mi è sfuggita ma rende l'idea). Il pianto di domani, a differenza della delusione di oggi, non si consola con un editoriale.
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