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Casa Sollievo della Sofferenza, esplode la voragine nei conti: tensione con i sindacati
Oggi 28-05-26, 10:53
Un buco nei conti che, secondo le stime circolate negli ambienti interni, oscillerebbe tra i 250 e i 300 milioni di euro. È questo il peso della crisi che travolge la Casa Sollievo della Sofferenza, l'ospedale fondato da Padre Pio a San Giovanni Rotondo e ora commissariato direttamente dal Vaticano. Una decisione arrivata dopo settimane di tensioni interne, proteste sindacali e accuse pesantissime sulla gestione economica della struttura. A intervenire è stato Papa Leone XIV, che ha nominato una commissione guidata dallo spagnolo Maximino Caballero Ledo, il manager laico scelto da Papa Francesco per rimettere in ordine i conti della Santa Sede dopo anni di deficit. Il terremoto interno emerge anche da una lettera inviata il 22 maggio da Cgil, Cisl e Fials, nella quale i sindacati denunciano «una forte asimmetria nella distribuzione delle risorse interne, caratterizzata da repentine progressioni di carriera e dall'erogazione di consistenti assegni ad personam, a favore di una platea ristretta di personale, oltre a un ricorso diffuso a consulenze esterne». Nella missiva si chiede inoltre la «totale trasparenza dei bilanci», mai realmente resa pubblica, mentre ai dipendenti sarebbero stati imposti «pesanti sacrifici economici», compresa «la rinuncia a quote rilevanti di produttività». Accuse che arrivano dopo mesi di mobilitazioni, scioperi e perfino iniziative estreme come lo sciopero della fame organizzato dai lavoratori. Al centro delle polemiche c'è la gestione del manager veneto Gino Gumirato, nominato nel 2022 con l'obiettivo di risanare i conti e considerato vicino al segretario di Stato vaticano Pietro Parolin. Una figura ormai apertamente contestata dai sindacati, che hanno deciso di interrompere ogni confronto diretto con lui. «La commissione potrà traghettarci oltre questo periodo nefasto. Ci auguriamo quanto prima una convocazione per raffreddare la vertenza. Ma a questo punto noi dialogheremo direttamente con il Vaticano», ha dichiarato Angelo Ricucci della Cgil a Repubblica. Nella commissione nominata dal Papa, Gumirato compare come tecnico, mentre resta fuori l'arcivescovo di Manfredonia Franco Moscone, presidente della fondazione, che nei mesi scorsi aveva assunto posizioni critiche verso la gestione amministrativa. Il clima si è ulteriormente deteriorato con l'avvio dei decreti ingiuntivi promossi dai sindacati per ottenere arretrati e applicazione del contratto nazionale. I primi 150 procedimenti sono già partiti, ma secondo la Cgil potrebbero arrivare fino a 1.400, aggravando una situazione finanziaria già pesantissima e aumentando la pressione dei fornitori. Nel frattempo si è consumato anche lo scontro con la Regione Puglia, accusata dalla dirigenza dell'ospedale di non aver rispettato gli accordi economici. Una ricostruzione però contestata dalla Asl, che avrebbe chiarito come la Regione non abbia debiti verso la struttura e vanti anzi alcuni crediti, seppur limitati. Dietro il declino della più grande opera voluta da Padre Pio ci sarebbero anche ragioni strutturali. Negli ultimi anni l'ospedale Riuniti di Foggia ha rafforzato la propria offerta sanitaria, acquisendo tecnologie e specializzazioni che un tempo rappresentavano un'esclusiva di San Giovanni Rotondo. A questo si aggiunge la difficoltà nel trattenere grandi nomi della medicina, attratti da piazze più centrali e meglio collegate come Bari o Roma. Ora il Vaticano prova a invertire la rotta, anche attraverso nuovi innesti professionali come quello del chirurgo toracico Paolo Girotti. Ma prima di ogni rilancio, resta da capire come si sia potuti arrivare a un dissesto di tali proporzioni nel simbolo sanitario costruito attorno alla figura del santo di Pietrelcina.
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