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"Chi ha poco studiato vota a destra". Bufera su Bonaccini, Meloni lo mette a posto
Oggi 28-08-26, 21:17
Una gaffe agghiacciante quella di Stefano Bonaccini. Il presidente del Pd giovedì sera è in piazza, ad Albenga, per partecipare all'incontro 'Costruiamo l'alternativa' e ragiona sull'emorragia di voti subita dal centrosinistra tra i lavoratori, gli operai e, in generale, i ceti più bassi. "È un discorso che riguarda tutto l'Occidente e l'Europa. Il voto al primo Trump, il voto alla Brexit, il voto in Germania a destra, quello alla Le Pen, quello in Italia a Meloni, Salvini e oggi forse a Vannacci: è il voto di chi ha poco studiato, di chi vive nelle aree interne delle città e di chi sta peggio economicamente - argomenta - Se c'è una ragione per cui dobbiamo a rimontare questo problema, penso sia quella di occuparci un po' di più del tema dei diritti sociali, quindi una proposta chiara su lavoro, difesa e rilancio istruzione e sanità". Parole che provocano la reazione ferma di Giorgia Meloni. "In una illuminata lezione, Stefano Bonaccini, Presidente del Partito Democratico, ci spiega che milioni di italiani votano a destra perché hanno studiato poco. L'abbiamo già sentita. Quelli che votano per loro sono cittadini colti, consapevoli e intelligenti, mentre quelli che votano per noi sarebbero ignoranti da compatire, quando non da rieducare", scrive la premier questa mattina sui social, rilanciando il video del dirigente dem. Non solo: "Forse Bonaccini dovrebbe prendere in considerazione un'ipotesi più semplice: quegli italiani, indipendentemente dalle scuole che hanno frequentato, hanno studiato sulla loro pelle le conseguenze delle politiche della sinistra. Hanno visto città meno sicure, confini senza controllo, periferie dimenticate e lezioni di morale impartite da chi pretende di spiegare agli altri come devono vivere, come devono votare, e come devono pensare. Quegli italiani votano a destra perché noi non chiediamo loro quanti titoli di studio abbiano prima di ascoltarli. Li rispettiamo. Ed è forse proprio questo rispetto che Bonaccini e una certa sinistra, nonostante le molte sconfitte, non hanno ancora studiato abbastanza", conclude la leader. Seguono lei dichiarazioni dei parlamentari FdI, ma anche Lega e Forza Italia condividono il ragionamento della presidente del Consiglio e attaccano "la solita sinistra al caviale", "radical chic" e "arrogante". Anche Roberto Vannacci si sente chiamato in causa e ci va giù duro: "Secondo questo politicante, figlio di un operaio e di un camionista che si è a malapena diplomato, chi vota a destra, Le Pen, Trump o Vannacci sarebbe soprattutto chi ha studiato poco, chi vive nelle periferie, nelle aree interne e chi sta peggio economicamente. E io sono orgoglioso e fiero di quel voto", dice chiaro. "Per troppo tempo una certa sinistra ha parlato del popolo. Adesso, quando il popolo non la vota più, lo guarda dall'alto in basso. Noi no. Noi quella gente la ascoltiamo, la rispettiamo e la rappresentiamo. Perché il futuro dell'Italia non lo costruiscono i salotti. Lo costruiscono gli italiani, con le loro mani. E noi saremo sempre orgogliosamente dalla loro parte", aggiunge. Matteo Salvini, dal canto suo ironizza: - "Ahi ahi ahi! Il solito vizietto della sinistra. Stavolta Bonaccini, uomo di punta del Pd, dice che per la Lega e la destra in Italia e nel mondo votano le persone meno istruite. Walt Disney, Gates, Jobs, Zuckerberg, Winston Churchill, Abramo Lincoln, Oriana Fallaci, Dario Fo, Guglielmo Marconi, Benigni, Mentana, Enzo Ferrari, tutti falliti?", si chiede in un video postato sui social. Bonaccini tenta una difesa: "Capisco che sia più facile cercare una polemica abbastanza sorprendente con il sottoscritto piuttosto che rispondere del perché paghiamo le bollette e la benzina tra le più care al mondo o perché ci sono troppi precari, soprattutto giovani, o perché la sanità pubblica sta crollando, perché il Paese non cresce e sarà il peggiore quest'anno e il prossimo tra i 27 dell'Unione europea per la crescita", scrive sui social, accusando Meloni di aver "estrapolato una frase da un ragionamento più complessivo". In sua difesa arriva tutto il Pd, riformisti compresi. Solo a sera, poi, è Elly Schlein a difendere la baracca: "Anche oggi Meloni trova il modo di attaccare un esponente dell'opposizione, in questo caso il presidente del Partito Democratico Stefano Bonaccini, strumentalizzandone le parole".
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