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Comunicato Stampa: "16esimo Infanterie-Regiment' e '13esimo Infanterie-Regiment e 8esimo Jäger Bataillon'
Oggi 03-07-26, 13:48
Oggi, nella sala Stampa 'Oriana Fallaci' di palazzo Ferro Fini, il consigliere regionale Alessio Morosin (Liga Veneta Repubblica) ha presentato i volumi di Gastone Fusaro ‘16° Infanterie-Regiment' e '13° Infanterie-Regiment e 8° Jäger Bataillon'. Le opere di Fusaro costituiscono un'importante ricerca storico-documentaria dedicata ai soldati veneti e lombardi che prestarono servizio nell'esercito dell'Impero austriaco tra il 1814 e il 1866. “Le opere del dott. Gastone Fusaro sono di grande valenza storica per far luce su una realtà, ahimé, sconosciuta a molti – ha affermato il consigliere regionale Alessio Morosin, dopo aver portato i saluti del Presidente del Consiglio regionale del Veneto, Luca Zaia – I libri che presentiamo oggi ci aiutano a difendere la memoria, ad approfondire la conoscenza storica, partendo dai dettagli, che sono fondamentali, per capire da dove veniamo e poter così assumere scelte consapevoli nel presente, lasciando testimonianza alle giovani generazioni. L'identità storica rappresenta un importante valore e trova il suo focus proprio nella conoscenza degli eventi, partendo dai documenti spesso considerati secondari, come le lettere che i soldati scrivevano ai familiari. Mi piace richiamare il celebre insegnamento di Cicerone, ripreso poi anche da Machiavelli: ‘Historia magistra vitae'. Se vogliamo affrontare il presente con responsabilità e prendere le decisioni migliori, dobbiamo partire dalla conoscenza di ciò che è già accaduto. Lo ricordava anche Giambattista Vico con la teoria dei corsi e ricorsi storici: la storia, pur in contesti diversi, tende spesso a riproporre dinamiche simili. Per questo, è fondamentale conoscere le nostre radici e approfondire anche vicende che possono apparire marginali, ma che in realtà raccontano molto della nostra comunità e del nostro territorio. È ciò che ha fatto Gastone Fusaro, ricostruendo le vicende di soldati veneti, partendo proprio dai loro nomi, per comprendere un apparente paradosso storico: come mai questi uomini combatterono e morirono per una patria che, pochi anni dopo, non sarebbe stata più la loro? I fenomeni storici devono essere studiati con rigore e rispetto. Perché, prima degli eserciti, vengono le persone; prima dei confini, le comunità; prima degli interessi dei comandanti, i valori che uniscono i popoli. Tanti uomini sacrificarono la propria vita per ideali, principi e obiettivi che ritenevano fondamentali, ma che il corso della storia ha poi ridimensionato o addirittura trasformato. Anche questo ci insegna quanto sia importante leggere il passato senza pregiudizi, ma con la consapevolezza della complessità degli eventi.” “Un aspetto particolarmente significativo che emerge dalle ricerche di Fusaro – ha evidenziato Morosin - riguarda la documentazione relativa alla battaglia di Lissa, del 20 luglio 1866, nell'ambito della Terza guerra d'Indipendenza, e ad altri episodi del periodo: gli ordini, gli scambi di informazioni e la collaborazione tra i soldati, avvenivano spesso parlando in lingua veneta. Un elemento che testimonia il forte legame culturale e identitario di quegli uomini e che aggiunge ulteriore valore storico a queste opere.” “Appassionato di storia locale, sono partito dallo studio dei registri parrocchiali. Dal ritrovamento di un soldato, compaesano, morto a Magonza, è sorto in me il desiderio di ricercare tra i documenti per indicizzare i nomi dei soldati iscritti nei Fogli matricolari, con l'obiettivo di restituire loro una identità, un nome, un luogo di origine, la dignità personale - ha spiegato l'autore, Gastone Fusaro – Sono trascorsi ormai 160 anni, ma quelle vicende e quelle persone hanno segnato profondamente il nostro territorio e la nostra storia. Pensiamo a tanti giovani che, spesso, non erano mai usciti dal proprio paese e che si sono ritrovati improvvisamente a migliaia di chilometri da casa, in terre lontane, con lingue, culture e tradizioni completamente diverse dalle loro. Molti di loro, fortunatamente, fecero ritorno e portarono con sé un patrimonio di esperienze, di conoscenze e di testimonianze che è entrato a far parte della memoria collettiva delle nostre comunità, contribuendo a costruire la storia del nostro territorio e della nostra identità. Faccio un esempio che spiega l'importanza del mio lavoro. In alcuni documenti viene attestato che diversi nostri soldati (chioggiotti) furono esempio di generosità, di eroismo, di intraprendenza, ma i loro nomi non compaiono. Come non vengono citati i nomi dei militari morti.” “Ho fatto degli approfondimenti, in particolare, sulla battaglia di Lissa del 20 luglio 1866, nell'ambito della Terza guerra d'Indipendenza, recuperando alcuni elenchi di soldati insigniti di medaglia – ha aggiunto l'autore – Ricordo che 10907 nostri soldati rientrarono in Italia nel 1866, 451 nel 1867, 27 dal 1868 al 1891. E ho curato i dettagli, che fanno la storia.” La responsabilità editoriale e i contenuti di cui al presente comunicato stampa sono a cura di CONSIGLIO REGIONALE VENETO
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