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Confidi Pmi, ecco i fondi per le microimprese che non possono accedere al credito
Oggi 27-04-26, 13:40
NAPOLI - Stanno per arrivare nuovi fondi per le microimprese in difficoltà e che non possono accedere al credito. Grazie all'imminente decreto di riforma del Fondo di prevenzione dell'usura gestito dal Ministero dell'Economia e Finanze si apre “un'autostrada” per le piccole e medie aziende caratterizzate da un elevato profilo di rischio finanziario: con la nuova garanzia statale le banche non dovranno più effettuare accantonamenti e i Consorzi di garanzia fidi potranno ulteriormente premere sull'acceleratore a sostegno delle piccole imprese. In questo quadro il Confidi Pmi, che nel corso degli anni ha accompagnato più di 3.500 imprese nell'accesso al credito, annuncia una strategia di attacco nella sua azione di intermediario. In occasione dell'assemblea dei soci - che ha approvato il bilancio d'esercizio e ha proceduto al rinnovo delle cariche sociali confermando Angelo Bruscino e Lucio Donadio rispettivamente come presidente e vicepresidente - è stato sottolineato che il Confidi Pmi chiude il 2025 con un capitale sociale di 5.540.543 euro, uno stock garanzie che segna un +19,71% rispetto al 2024 mentre le garanzie rilasciate nel 2025 registrano un +18%. I finanziamenti diretti erogati ammontano complessivamente a 4 milioni di euro a favore di 121 piccole imprese con segnali di vulnerabilità legati a fattori esterni - tra cui le condizioni di mercato - ma che a seguito di un'attenta valutazione qualitativa hanno dimostrato di possedere solidi fondamentali economici e una valida capacità imprenditoriale. “L'intervento del Confidi - dice Angelo Bruscino - ha svolto un ruolo determinante, consentendo di accompagnare queste realtà in una fase di temporanea difficoltà e di sostenerne il rilancio, contribuendo così alla continuità operativa e alla salvaguardia del tessuto imprenditoriale”. Il vicepresidente e amministratore delegato Lucio Donadio, dal canto uso, aggiunge: “Il Confidi Pmi continuerà a investire su questo strumento, rafforzando la propria azione di accompagnamento e sostegno al tessuto produttivo, in linea con la propria missione istituzionale. Nel corso degli anni il Confidi ha promosso finanziamenti per un importo di oltre 300 milioni e una media finanziamenti di 85mila euro”. Oltre a Bruscino e a Donadio, sono stati confermati consiglieri Guido Arzano e Paolo Annunziata. Entra a far parte della governance l'imprenditore Raffaele Marrone, già presidente di Confapi Napoli, il quale afferma che “Confidi Pmi conferma il proprio impegno nel rafforzare il sostegno al tessuto imprenditoriale accompagnando le imprese in un contesto economico complesso e in continua evoluzione”. E' stato rinnovato anche il Collegio Sindacale, composto da Raimondo de Miranda (presidente), Luca Manzo e Giuseppe Battaglia. “L'approvazione del bilancio 2025 - continua Angelo Bruscino - evidenzia in modo chiaro l'importante lavoro svolto fino ad oggi dal Confidi Pmi nell'ambito della gestione del Fondo di prevenzione dell'usura di cui alla legge 108/96, uno strumento strategico per il sostegno alle imprese più fragili. I soggetti maggiormente radicati sul territorio - come i Confidi e le Banche di Credito Cooperativo - sono interlocutori naturali delle micro e piccole imprese. In questo quadro, la collaborazione con la BCC di Napoli è un modello efficace di integrazione di competenze". Al 31 dicembre scorso il Fondo ha raggiunto una consistenza complessiva di oltre 6,3 milioni di euro con un'operatività che, nel solo ultimo esercizio, ha consentito di deliberare garanzie per un importo complessivo di circa 3 milioni di euro. Dall'avvio dell'attività, il Confidi ha ottenuto in gestione 9 milioni di euro, ha deliberato un volume complessivo di garanzie di 24 milioni di euro. Inoltre, dall'autorizzazione ad erogare credito diretto, ottenuta nel 2023, il Confidi ha concesso finanziamenti per 4 milioni di euro, erogando piccole operazioni di circa 15mila euro ciascuno, confermando in questo modo un impegno costante e crescente a favore delle piccole realtà imprenditoriali maggiormente esposte al rischio di esclusione finanziaria.
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