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Da Dibba alla Ascari che sfilavano con Hannoun alla sinistra in barca con Flotilla
Oggi 11-06-26, 07:12
Come un album di famiglia conservato con cura in salotto, quanti bei momenti trascorsi insieme agli amici con la kefiah, in quella zona grigia tra movimenti pro Pal e Hamas. Scatti di emozioni condivise, tra una flottila e l'altra, senza dimenticare le raccolte fondi, gli abbracci in piazza, le conferenze stampa con il tappeto rosso a Montecitorio. Insomma le tante prime pagine del Tempo che ieri in aula ha ricordato la deputata di Fratelli d'Italia Sara Kelany. I protagonisti in primo piano di questo struggente amarcord sono, indubbiamente, loro: Alessandro Di Battista, detto più familiarmente “Dibba”, e la pentastellata Stefania Ascari. I due andarono fino in Siria con l'Abspp di Mohammad Hannoun. Per non dire delle vibranti dirette social per implorare un obolo a favore della caritatevole missione dell'architetto giordano. «A Gaza la gente vive veramente nel fango e un piccolo aiuto può veramente fare tanto per far mangiare soprattutto i bambini, a cui mancano scarpe, calze, vestiti e beni di prima necessità come le medicine», esortava Ascari con la voce rotta dall'emozione. Dopo l'arresto del giordano, accusato di essere il cassiere di Hamas, l'enfasi non è diminuita. Fu il prode Dibba ad accendere la telecamerina sui social: «C'è chi vuole sfruttare l'inchiesta per farci dimenticare i crimini di Israele. È un'operazione veramente oscena». Poi il Che Guevara del Fatto Quotidiano specificò: «Vidi con i miei occhi, in Libia e in Siria, la distribuzione di aiuti. Se una parte cospicua è stata distratta o usata per finalità illecite, è evidente che debba essere fatta chiarezza sull'utilizzo di questi denari». D'altra parte, la frequentazione della sinistra con Hannoun parte da molto lontano. Nell'aprile del 2017 la sua «benemerita» associazione organizzò una festa a Milano. Tra gli ospiti di riguardo c'era Arturo Scotto, all'epoca deputato per conto di Pier Luigi Bersani e oggi marinaio della prima Flottila . L'attività svolta dal giordano con le sue associazioni ha ricevuto nel corso degli anni appoggio, in sede parlamentare, da parte di esponenti di M5S, Pd e Avs. Parlano i social dell'architetto che, dopo ogni incontro importante, ne dava pubblico riconoscimento, come accadde con Matteo Orfini e Laura Boldrini. Poi è la volta del tenebroso co-leader di Avs, Nicola Fratoianni che gli aprì le porte di Montecitorio. Hannoun presentò così, in pompa magna, una «testimonianza sulla pulizia etnica israeliana in corso a Gerusalemme». Una volta trovata la strada delle istituzioni, arrivò la pentastellata Ascari che, nel febbraio del 2023, sempre alla Camera, lo ospitò per presentare il “Rapporto sui diritti umani in Palestina”. Il legame, comunque, ha retto anche dopo le disavventure giudiziarie dell'architetto residente a Genova. Chi trova un amico, trova un tesoro. A febbraio, la componente pentastellata della Commissione Antimafia partecipa così a una coraggiosa iniziativa: «Smontare la montatura contro Mohammad Hannoun». Una bella compagnia: insieme a lei c'erano il figlio di Hannoun, che si è insediato alla guida dell'associazione, e poi l'arcipelago di sigle della sinistra barricadera. Il suo capogruppo, Riccardo Ricciardi, recentemente l'ha difesa a spada tratta: «Siamo orgogliosi che una nostra deputata, in tempi non sospetti, andasse in Cisgiordaniapervedere con i propri occhi le ingiustizie che accadevano». E poi c'è la strada del mare: andiamo a Gaza in barca a vela. Come per miracolo, in tempi record, si rendono disponibili decine e decine di imbarcazioni. «Portiamo derrate alimentari» dissero gli attivisti, anche se poi degli aiuti alla popolazione non si è mai vista traccia. Anzi: «A bordo non c'è nulla», spiegò la Marina di Israele. Sulla prima spedizione salirono quattro parlamentari: Arturo Scotto e Anna Lisa Corrado per il Pd, Marco Croatti per ilM5S e Benedetta Scuderi per Avs. Più recentemente, invece, il solo pentastellato Dario Carotenuto. Insomma, il sequel di “C'eravamo tanto amati”. E ci amiamo ancora.
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