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Dell'Utri nel mirino delle solite toghe. Il 9 luglio nuovo processo
Oggi 28-04-26, 08:00
Le solite toghe rosse non mollano Marcello Dell'Utri. Il braccio destro di Silvio Berlusconi, insieme alla consorte Miranda Ratti, andrà di nuovo a processo. Dovrà comparire il prossimo 9 luglio dinanzi alla seconda sezione del tribunale di Milano. A stabilirlo la giudice dell'udienza preliminare, Giulia Marozzi. A essere finite nel mirino dei giudici le donazioni del Cavaliere all'ex senatore forzista. Quell'accusa che, adesso, non se la può prendere direttamente col compianto leader di Arcore, si accanisce col suo fedelissimo, mettendo al setaccio i bonifici ricevuti nel corso degli anni. Si tratterebbe di un tesoretto dal valore di 42 milioni di euro che, secondo la Procura di Firenze, avrebbe avuto come fine ultimo garantire il “silenzio” indispensabile per garantire «l'impunità» del fondatore del centrodestra e “sottacere” i presunti rapporti tra Fininvest e Cosa Nostra. Insomma, la solita pista per cui ci sarebbe una relazione tra le stragi del 1993 e l'operato di una certa politica. Peccato, però, che parliamo di versamenti avvenuti alla luce del sole, riportati finanche in un testamento. Non è bastata, però, neanche la difesa di Francesco Centonze e Filippo Dinacci a convincere chi di dovere. Il risultato ottenuto dai legali è solo aver spostato la querelle giudiziaria dalla Toscana alla Lombardia. L'ultima degli inquirenti è che il politico palermitano non avrebbe comunicato a chi di dovere una variazione patrimoniale di circa 13 milioni di euro, un qualcosa che gli spettava considerando la condanna per concorso esterno. Nonostante ciò, tale ricostruzione non spaventa chi ha il compito di rappresentare lo storico co-fondatore di Fi. «La medesima vicenda – dicono gli avvocati del politico - è già stata esaminata, negli stessi termini, da sei diverse autorità giudiziarie, tra cui per due volte la Cassazione, che hanno escluso la realizzazione di trasferimenti fraudolenti di somme di denaro da parte di Ratti e Dell'Utri. Confidiamo di dimostrare l'assenza di responsabilità dei nostri assistiti anche nel presente procedimento». Non si può, intanto, escludere che ci troviamo di fronte all'ennesimo accanimento da parte di certi professionisti verso chi la pensa in modo diverso. Non ci sarebbe nulla di strano, considerando che parliamo di chi, da oltre un decennio, è nel mirino di certi ambienti filo-progressisti solo per essere stato protagonista di una narrazione che, in certi salotti, viene utilizzata per abbattere l'avversario scomodo. Una cosa è certa, il caso delle ultime ore finisce con l'alimentare ulteriormente quello scontro mai sopito tra poteri.
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