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Ecco il mausoleo di Obama, "Barackata" milionaria. E criticano Trump...
Oggi 06-06-26, 14:35
Triumphal Arch, Trump Promenade, Ballroom e duecento dollari. Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump da mesi è sotto attacco per queste quattro idee. Il primo ricalca l'Arco di Trionfo di Parigi, alto 250 piedi - 76 metri che il tycoon voleva per celebrare i 250 anni (un piede per anno) dell'indipendenza degli Stati Uniti che cadono il 4 luglio. I lavori sono iniziati lo scorso maggio, con un anno di ritardo, tra mille proteste e progetti bocciati e corretti. L'intitolazione di un viale con il suo nome è ancora oggetto di polemica, così come la Sala da Ballo della Casa Bianca (che resterebbe comunque ai futuri presidenti da utilizzare anche per occasioni pubbliche in sicurezza) e ancora, le palle di fuoco incrociato per il volto del tycoon sulla banconota da 200 dollari, un precedente - l'eccezione rilevata che non esiste per un presidente ancora in vita. Ecco, partiamo proprio da qui. Perché un ex presidente ancora in vita si è costruito tramite la sua fondazione un colossale "memoriale" a Chicago, sua città natale alla modica cifra di 850 milioni di dollari. Parliamo dell'«Obama Presidential Center» che aprirà al pubblico il 19 giugno, dopo una cerimonia di inaugurazione alla presenza di personalità di spicco e visitato in anteprima dall'Associated Press. Già la data è emblematica: «Juneteenth», il giorno di festa federale che commemora l'emancipazione degli schiavi afroamericani. Il campus di circa otto ettari comprende una torre con incisa in pietra una dichiarazione dell'ex capo della Casa Bianca, ampi giardini (dove ci sono le statue in bronzo di Barack e Michelle che passeggiano tenendosi per mano), campo da basket e area picnic con barbecue. Al centro il grande museo dove si ripercorre nell'«american style» tutta la carriera politica e momenti di vita personale di Barack Obama. Un'auto celebrazione riportata persino nell'arredamento con le poltrone a righe che ricordano quelle della sua abitazione. Cimeli della campagna elettorale e oggetti presidenziali sono esposti nella torre del museo presidenziale, accessibile a pagamento, completamente digitale. Mostre interattive e ad alta tecnologia ripercorrono le campagne elettorali, i momenti chiave della presidenza Obama e la vita alla Casa Bianca. Riprodotto fedelmente a grandezza naturale lo Studio Ovale. Una sezione poi è dedicata agli abiti di Michelle, una dozzina in mostra compreso un abito nero e rosso disegnato da Narciso Rodriguez, che l'ex first lady indossò la sera delle elezioni del 2008 a Chicago. I visitatori avranno anche l'opportunità di toccare campioni dei tessuti, compreso quello dell'abito da sera in cotta di maglia color oro rosa firmato Atelier Versace, che Michelle Obama indossò in occasione del suo ultimo banchetto di Stato nel 2016. La piazza centrale, intitolata «John Lewis Plaza» in onore del compianto deputato e leader del movimento per i diritti civili, è stata concepita come luogo di ritrovo per la cittadinanza. All'interno di una nuova sede della Chicago Public Library, un murale lungo oltre 20 metri raffigura celebri figure letterarie, tra cui Walt Whitman e James Baldwin. Al centro della scena, Toni Morrison legge un libro a un bambino che indossa una maglietta arancione, figura che simboleggia un giovane Barack Obama. Il costo del biglietto d'ingresso è di 30 dollari: la tariffa più alta in assoluto tra tutti i musei e le biblioteche presidenziali degli Stati Uniti. I vertici della Obama Foundation hanno dichiarato che il costo del biglietto è pienamente giustificato dall'elevatissimo livello qualitativo e tecnologico della struttura. Peccato che l'intero progetto sia stato ideato come un grande luogo di condivisione democratica aperto e adatto a cittadini di ogni estrazione sociale. Una «barackata» insomma sulla quale ci si aspettano applausi a scena aperta da tutto quel mondo "progressista" che osanna se stesso fino a porlo sul piedistallo più alto. Molto più alto di quell'Arco del Trionfo che dovrebbe simboleggiare un'intera nazione - e non un singolo presidente - indipendente e democratica da 250 anni.
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