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Enasarco lancia il welfare per gli agenti. De Luise: “È il nostro Statuto dei lavoratori autonomi”
Oggi 20-05-26, 16:24
L'intermediazione italiana muove ogni anno flussi di affari per circa cinquecento miliardi di euro, l'equivalente di un quarto del prodotto interno lordo. Sono agenti di commercio, rappresentanti, consulenti finanziari, agenti in attività finanziaria: oltre duecentomila professionisti che ogni giorno collegano imprese e mercati, capitale e risparmiatori. Una rete enorme, che per troppo tempo è rimasta scoperta proprio nei momenti più fragili della vita. La Fondazione Enasarco ha deciso di colmare quel vuoto costruendo un welfare integrato dedicato alla categoria, e nei giorni in cui ricorre l'anniversario dello Statuto dei Lavoratori la Presidente Patrizia De Luise ne rivendica apertamente il senso politico. “Lo Statuto del 1970 ha cambiato il Paese, ed è stata una conquista che resta un punto fermo”, spiega la Presidente. “Ma fu pensato per chi lavorava nella grande industria, dentro la fabbrica fordista. Per chi lavora autonomamente, per chi vive di relazione e di provvigione, per chi attraversa i territori senza un ufficio fisso, un'architettura analoga di protezione non è mai stata davvero scritta. Noi, nel nostro perimetro, abbiamo deciso di iniziare a scriverla.” Il primo mattone, operativo dal primo maggio, è la copertura Long Term Care a vita intera: settecentocinquanta euro al mese, gratuiti e automatici, per ogni iscritto che dovesse perdere l'autosufficienza. Attorno a questa misura la Fondazione sta costruendo un ecosistema più ampio, che comprende sanità integrativa, telemedicina, prevenzione, assistenza domiciliare. Un sistema di protezione integrato, dedicato esclusivamente agli iscritti Enasarco e alle loro famiglie. “Gli agenti, i rappresentanti, i consulenti finanziari sono una forza enorme del Paese”, prosegue De Luise. “Producono valore, fiducia, occupazione. Meritano un welfare costruito sulla loro specificità, non un adattamento di tutele pensate per altri tipi di lavoro. È quello che stiamo facendo, ed è quello che intendiamo quando diciamo che si tratta del nostro Statuto dei lavoratori autonomi.” Un'espressione forte, che la Presidente difende con misura. “Non è una legge dello Stato, è il welfare di una Fondazione. Ma il principio è lo stesso che animò il legislatore del 1970: nessun lavoratore deve sentirsi solo davanti alla fragilità o alla malattia. Per troppo tempo l'autonomo è stato visto come sinonimo di individualismo. Noi pensiamo il contrario. Dietro l'intermediazione c'è una comunità professionale, ed è una comunità che merita protezioni all'altezza del valore che produce ogni giorno per l'economia italiana.” Una visione che la Fondazione Enasarco rivendica anche sul piano costituzionale, richiamando l'articolo 38 della Carta e la legge 12 del 1973, che affida all'Ente non solo compiti previdenziali ma anche di assistenza sociale e formazione professionale. “Il lavoro autonomo organizzato”, conclude De Luise, “è una risorsa nazionale. Riconoscerlo, valorizzarlo, dotarlo delle tutele che merita è una questione di interesse generale per il Paese.”
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