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Far West delle periferie, da Tor Tre Teste la diffida a sindaco e prefetto
Oggi 30-05-26, 09:00
A quindici minuti di macchina da via Tallone, dove si trova il rudere in cui è avvenuto lo stupro di Tor Cervara, c'è il quartiere romano Tor Tre Teste. Doveva essere un'isola felice, immersa nel verde di due grandi parchi e isolata da zone teoricamente più turbolente, il Quarticciolo e Tor Sapienza. Ma dato che degrado e criminalità non conoscono confini, negli ultimi anni i residenti di Tor Tre Teste si sono ritrovati a fare i conti con un disagio crescente, fatto di spaccio, microcriminalità, occupazioni abusive e violenze sempre più preoccupanti, fino all'episodio più grave che risale alla scorsa estate: la violenza subita da una 60enne che alle sei di mattina portava a spasso il cane nel parco. Finì in arresto un 26enne del Gambia, rintracciato alla stazione Termini, che non ricordava di aver stuprato qualcuno ma ricordava bene invece di aver comprato, proprio quel giorno, del crack al Quarticciolo. Da allora, per i residenti il quartiere non è più un posto sicuro e il 13 aprile scorso il comitato «Nuova Tor Tre Teste attiva» ha inviato una Pec al prefetto Lamberto Giannini, al sindaco Roberto Gualtieri, a carabinieri, polizia e persino al Viminale, elencando i motivi per cui «la situazione ha superato le soglie dell'emergenza sociale» e diffidando le istituzioni a intervenire. «Il clima è diventato pericoloso - scrivono - Si verificano aggressioni ai danni dei residenti compiute da soggetti non identificati». Tra le criticità, la piaga delle occupazioni abusive sia di case popolari e degli enti, sia di interi palazzi abbandonati e uffici dismessi. Un esempio su tutti, spiega Valeria Loggetto, del comitato di quartiere, è l'ex hotel Eurostar sulla Prenestina, un enorme edificio a vetrate occupato dal 2012 e in cui vivono centinaia di persone. L'ordine di sgombero risale al 2019 e dal 2022 il palazzo è nella lista prefettizia degli sgomberi prioritari da effettuare a Roma, ma nulla si è mosso. A fare paura sono anche le liti spesso violente tra gli spacciatori, che pare si stiano spostando dal Quarticciolo, dove da quando è stato approvato il Decreto Caivano Bis sono infastiditi dai continui blitz delle forze dell'ordine. A Tor Tre Teste, precisamente in via Tovaglieri, la scorsa settimana una dozzina di persone si sono affrontate sulla pubblica piazza, con i coltelli in mano. «Litigavano per motivi di droga - racconta la referente del comitato, secondo la quale - la situazione è estremamente peggiorata, ma mancano i controlli. Ora oltretutto il Municipio vuole spostare a Tor Sapienza la nostra stazione dei carabinieri». Secondo il capogruppo capitolino della Lega, Fabrizio Santori, a cui il comitato si è rivolto cercando un interlocutore, «è chiaro che interi quartieri di Roma sono stati lasciati senza sicurezza - e chiede - subito un presidio di forze dell'ordine e più passaggi della polizia locale». I residenti intanto cercano di far fronte all'emergenza come possono, ad esempio hanno attivato una chat per le segnalazioni. «Ci avvertiamo quando ci sono situazioni pericolose o da tenere sotto controllo - spiega Valeria Loggetto - Ad esempio abbiamo già individuato persone sospette che si aggirano sui pianerottoli dei condomini. Sospettiamo siano topi d'appartamento. L'invito, comunque, è sempre di non intervenire e di contattare le forze dell'ordine».
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