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Garlasco: l'arma, le impronte, il dna... La ricostruzione dei carabinieri
Ieri 08-05-26, 13:05
Chiuse le indagini preliminari su Garlasco, che tra le altre cose gettano nuova luce su elementi acquisiti. "Il giudicato penale ha restituito come misura delle scarpe dell'assassino la taglia 42" e le consulenze disposte nell'ambito dell'attuale procedimento penale "si esprimono in termini di compatibilità e non di certezza". E' uno degli elementi che emerge in un'informativa del Nucleo investigativo di Milano che fanno parte degli atti di indagine su Andrea Sempio, indagato per l'omicidio di Chiara Poggi. L'impronta insanguinata taglia 42, marca Frau, è uno degli elementi che più pesa nella condanna definitiva a 16 anni di carcere inflitta, per il delitto del 13 agosto 2007 a Garlasco, all'allora fidanzato Alberto Stasi. Le misurazioni antropometriche effettuate dalla consulente dei pm pavesi Cristina Cattaneo, indicano dei valori del piede di Sempio "compatibili con calzature di taglia 42-43". I consulenti dell'indagato riferiscono che Sempio calza il numero 44. Nelle conclusioni della loro relazione, i militari si discostano - in alcuni punti - dalla ricostruzione che ha portato alla condanna definitiva di Stasi. In particolare nel delitto non premeditato c'è un "effetto domino" dopo il rifiuto della vittima. Sempio colpisce "probabilmente a mani nude" la ventiseienne, "infierendo poi con uno strumento reperito sul posto". Per chi indaga le lesioni sono compatibili (diversamente da quanto affermato da altri esperti, ndr) con il martello a coda di rondine che manca da casa Poggi dall'estate 2007. "Di questo martello, dalle dichiarazioni dell'epoca si conosce l'abituale collocazione ma certamente non è possibile stabilire - ora per allora - dove fosse posizionato al momento del delitto" si legge nell'informativa. "L'evento è stato caratterizzato da una estenuante difesa da parte della vittima (anche dimenandosi quando viene afferrata per le caviglie) tanto da trattenere su due unghie (di ciascuna mano) il Dna dell'aggressore compatibile in linea paterna con l'aplotipo Y di Andrea Sempio", quindi l'indagato, "dopo aver colpito la vittima sulle scale di accesso alla taverna, si ripulisce parzialmente facendo ritorno nel vano scale e generando cosi la traccia 33 palmare sulla parete, assumendo quindi una posizione di osservazione". La traccia 33 "veniva generata da una mano bagnata" scrive l'Arma. Sempio "è verosimile" sia andato in bagno "solo per specchiarsi con l'intento di capire quanto fosse sporco di sangue", quindi "per ripulirsi si è ragionevolmente servito del lavabo della cucina". In seguito Sempio si è "recato a casa della nonna" e "lì ha potuto terminare le operazione di pulizia prima di fare rientro" dai "genitori per pranzo". Lo scrivono sempre i carabinieri di Milano nell'informativa riassuntiva degli elementi raccolti nell'indagine sul delitto di Garlasco. Secondo gli inquirenti "dopo il delitto" è "ipotizzabile" che il 38enne sia andato dalla nonna nell'abitazione di via Canova al civico 9 che è "distante circa 400 metri" dalla villetta di via Pascoli, teatro dell'omicidio. Sempio avrebbe potuto raggiungere la casa "percorrendo la strada posta dietro" casa Poggi. Sotto la lente anche la mole di scritti e materiale informatico sequestrati a Sempio. "Stasi ha chiesto riapertura", e "Mamma in panico per cosa Stasi" sono due appunti del 2020 in un'agendina sequestrata dai carabinieri in cui Sempio sembra commentare la richiesta di revisione da parte di Alberto Stasi della sentenza di condanna a 16 anni di carcere per l'omicidio di Chiara Poggi. Sempio pare quindi mettere in relazione questa notizia con la preoccupazione della madre. L'indagine dell'epoca venne poi archiviata, con i noti sospetti emersi successivamente.
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