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Garlasco, nuove ombre sull'inchiesta. Intercettazioni e perizie riaccendono il caso
Oggi 11-05-26, 14:35
L'inchiesta sul delitto di Garlasco torna ad arricchirsi di elementi investigativi e consulenze tecniche che, secondo la Procura di Pavia, potrebbero contribuire a ridefinire alcuni passaggi chiave della vicenda. Al centro dell'attenzione c'è ancora una volta Andrea Sempio, indagato nell'ambito del procedimento riaperto sull'omicidio di Chiara Poggi, avvenuto il 13 agosto 2007. Secondo quanto riferito dagli inquirenti, il 38enne avrebbe fatto riferimento, in modo ritenuto significativo dagli investigatori, all'orario in cui la giovane venne uccisa. Il dato emergerebbe da un'intercettazione ambientale registrata l'8 febbraio 2017, quindi pochi giorni prima del primo interrogatorio a cui Sempio venne sottoposto in qualità di indagato nella nuova fase dell'inchiesta, avviata anni dopo l'archiviazione iniziale. La conversazione, captata dalle microspie installate nell'auto dell'uomo, risale alle ore 17.43 e contiene una serie di frasi frammentarie e in parte incomprensibili. In uno dei passaggi ritenuti di interesse dagli investigatori, Sempio parla di ciò che sarebbe accaduto quel giorno, accennando alla presenza nella casa della vittima e facendo riferimento a un orario specifico, “le nove e mezza”, che per la Procura potrebbe essere collegato al momento del delitto. Nella stessa intercettazione, l'indagato sembra rielaborare ipotesi e ricordi in modo confuso, anche in relazione alla presenza di Chiara Poggi in casa e alla sua routine quotidiana. Gli atti, riletti e rivalutati nel 2025, sono confluiti sia nell'informativa del Nucleo investigativo dei carabinieri sia nella memoria illustrata dai pubblici ministeri Francesca Civardi, Claudio De Stefano e Roberta Rizza. Proprio questi contenuti sono stati recentemente contestati all'indagato durante un passaggio istruttorio, nel quale Sempio ha scelto di non rispondere avvalendosi della facoltà prevista dalla legge. Sul fronte tecnico, l'inchiesta si è arricchita anche di una ricostruzione tridimensionale della scena del crimine. All'interno degli atti della chiusura delle indagini preliminari compare infatti un video che riproduce alcuni ambienti della villetta di via Pascoli, luogo dell'omicidio. La simulazione, realizzata su incarico della Procura, mostra anche un avatar riconducibile a Sempio, inserito nella scena mentre si muove nei pressi delle scale che conducono alla cantina, dove venne trovato il corpo della giovane. Secondo la consulenza tecnica redatta dall'ingegnera Simona Tiddia, la posizione della mano destra dell'avatar sarebbe compatibile con una traccia palmare repertata sulla scena, la cosiddetta “impronta 33”, oggi attribuita proprio all'indagato. Si tratta di un elemento che gli inquirenti considerano parte della ricostruzione complessiva dei movimenti all'interno dell'abitazione. Parallelamente, un altro filone tecnico riguarda le impronte digitali repertate all'epoca dei fatti. I consulenti del Ris di Roma, guidati dal tenente colonnello Gianpaolo Iuliano e dal criminologo Nicola Caprioli, hanno individuato una nuova traccia sul contenitore del sapone liquido presente nel bagno al piano terra della villetta. Secondo la nuova analisi, si tratterebbe dell'impronta del mignolo della mano destra di Alberto Stasi, già condannato in via definitiva a 16 anni nel 2015 per l'omicidio. L'esame dattiloscopico avrebbe dato esito positivo, confermando – secondo i consulenti – la presenza di una terza impronta attribuibile all'ex fidanzato della vittima sullo stesso oggetto, già in passato oggetto di accertamenti. Elemento che, nella ricostruzione giudiziaria consolidata, si inserisce nel quadro indiziario complessivo che ha portato alla condanna definitiva. Nel complesso, gli inquirenti sottolineano come sul dispenser non siano state rilevate altre impronte attribuibili, nonostante la presenza di frammenti latenti, circostanza che viene considerata rilevante nella valutazione complessiva delle tracce presenti sulla scena. L'inchiesta, seguita negli anni anche dal procuratore aggiunto Mario Venditti, dalla sostituta Giulia Pezzino e con il vaglio del giudice per le indagini preliminari Fabio Lambertucci, continua dunque a muoversi tra nuove interpretazioni delle vecchie evidenze, analisi tecniche e riletture di intercettazioni, in un caso giudiziario che a distanza di quasi vent'anni resta ancora al centro dell'attenzione investigativa e mediatica.
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