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Garlasco, parla la madre di Sempio: i "dubbi" sul Dna sotto le unghie di Chiara
Oggi 13-08-26, 16:08
Diciannove anni fa, a Garlasco, in provincia di Pavia, veniva uccisa Chiara Poggi. Il delitto, avvenuto nella villetta dove la 26enne viveva con i suoi genitori e il fratello, scosse profondamente l'opinione pubblica per la sua inspiegabile brutalità ed efferatezza. La vicenda giudiziaria, dopo ben cinque gradi di giudizio, si concluse con la condanna in via definitiva a 16 anni di carcere dell'allora fidanzato della giovane, Alberto Stasi. Un caso chiuso o, almeno, così era sembrato, fino a quando, lo scorso febbraio, la Procura di Pavia ha avviato una nuova inchiesta, iscrivendo nel registro degli indagati Andrea Sempio, amico di Marco Poggi, il fratello di Chiara, con l'accusa di omicidio volontario pluriaggravato. Secondo gli investigatori, a carico del 39enne ci sarebbero alcuni elementi ritenuti di significativo valore indiziario, tra cui una traccia di DNA rilevata sui margini ungueali della vittima. Sul reperto si è concentrata la perizia della genetista Denise Albani, nominata dal GIP del Tribunale di Pavia nell'ambito dell'incidente probatorio dello scorso novembre. Secondo quanto emerge dall'analisi, la traccia presenterebbe una corrispondenza parziale con la linea paterna di Sempio. Un dato che, pur non essendo individualizzante, continua a dividere gli esperti: per alcuni potrebbe essere riconducibile a un “contatto diretto” tra Chiara e l'indagato; per altri, invece, potrebbe trattarsi di un dna da “trasferimento”, vale a dire una traccia arrivata sotto le unghie attraverso il contatto con una superficie o un oggetto, dal momento che il 39enne all'epoca frequentava la villetta di via Pascoli. Sull'argomento è intervenuta anche Daniela Ferrari, madre di Andrea Sempio, che ha espresso alcune perplessità. “Bisogna vedere innanzitutto la quantità e come è stato raccolto, semplice”, ha osservato la donna ai microfoni della trasmissione Morning News, spiegando di non essere “assolutamente sorpresa” dalla presunta corrispondenza con il DNA del figlio. A sostegno dei suoi dubbi, Ferrari ha ricordato un altro caso di cronaca: “C'è stato un altro caso in cui a una persona, con il marito in galera accusato di omicidio, è stato trovato sotto le unghie il DNA dell'estetista, nonostante fosse andata da lei quindici giorni prima. Questa persona non si è lavata le mani per quindici giorni?”. I genitori di Chiara: “Vogliamo ricordarla in silenzio” Mentre cresce l'attesa per l'eventuale richiesta di rinvio a giudizio da parte della Procura di Pavia nei confronti di Andrea Sempio, il caso di Garlasco continua a occupare il dibattito pubblico. Un clamore dal quale hanno scelto di tenersi lontani Rita Preda e Giuseppe Poggi, i genitori di Chiara, che da 19 anni convivono con il dolore per la perdita della loro primogenita. Contattati dalla redazione di Adnkronos alla vigilia del tragico anniversario, i coniugi Poggi hanno fatto sapere di voler ricordare la figlia “da soli e in silenzio”, lontano dall'attenzione mediatica tornata a concentrarsi sulla vicenda, soprattutto dopo l'avvio della nuova inchiesta. Marito e moglie considerano concluso il percorso giudiziario con la condanna di Alberto Stasi, dallo scorso giugno in affidamento in prova ai servizi sociali. Non hanno però mai ostacolato le nuove indagini, nella speranza che possano fare ulteriore chiarezza e contribuire a chiudere definitivamente una vicenda che, a quasi vent'anni di distanza, continua a suscitare dubbi e interrogativi. Per loro resta una sola priorità: custodire con rispetto la memoria di Chiara, l'unica vera vittima di questa terribile storia.
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