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Giuliano (UGL): “Gettonisti sviliscono dignità del lavoro medico e infermieristico. Fermare esternalizzazione dei servizi”
Oggi 26-05-26, 11:15
I dati del monitoraggio nazionale FADOI certificano le criticità strutturali del Servizio Sanitario Nazionale, confermando le storiche battaglie della UGL Salute contro la precarizzazione del sistema assistenziale, a partire dal ricorso dei medici a gettone che rimangono presenti in oltre la metà dei Pronto soccorso italiani (54,8%) nonostante i divieti legislativi, spingendo il Segretario Nazionale Gianluca Giuliano a intervenire con fermezza: “Riconosciamo e apprezziamo l'importante sforzo e la determinazione del Ministro della Salute, Orazio Schillaci, che ha promosso misure concrete e decreti mirati per combattere l'uso distorto dei gettonisti e porre un freno a questa deriva; tuttavia, i dati dimostrano che le disposizioni nazionali faticano a tradursi in realtà a livello locale a causa delle resistenze delle singole Regioni, rendendo l'esternalizzazione dei servizi nei Pronto soccorso e l'abuso dei contratti autonomi una toppa peggiore del buco che drena risorse pubbliche, distrugge la continuità terapeutica e svilisce la dignità del lavoro medico e infermieristico”. L'indagine evidenzia inoltre una drammatica emergenza legata al benessere del personale, con un medico su quattro attualmente in burnout e il 65,4% che ne ha sofferto durante la carriera, dinamica insostenibile che alimenta una fuga di massa con il 26,4% dei professionisti orientato al pensionamento anticipato e il 20,2% pronto a traghettare verso la sanità privata, numeri drammatici sui quali Giuliano incalza: “La desertificazione dei nostri ospedali pubblici mette a repentaglio la sicurezza stessa delle cure e dei pazienti poiché, proiettando le evidenze scientifiche sul nostro sistema, lo stress accumulato rischia di generare circa 100mila errori sanitari all'anno, un prezzo inaccettabile determinato unicamente da turni massacranti, stipendi inadeguati e scarse prospettive che impongono una reazione immediata”. La UGL Salute richiede un piano straordinario di assunzioni stabili, l'adeguamento dei salari agli standard europei, la riclassificazione dei reparti di Medicina interna a medio-alta intensità di cura, la riorganizzazione della rete territoriale attraverso le Case di comunità e uno sforzo massimo per garantire la sicurezza del personale da aggressioni fisiche e verbali nei presidi ospedalieri, con particolare attenzione proprio ai Pronto soccorso. Sono queste priorità strategiche: “Non faremo un solo passo indietro a tutela del diritto alla salute dei cittadini e della dignità dei lavoratori, che sono facce della stessa medaglia, perché investimenti immediati negli organici, nelle tutele per l'incolumità del personale e nella stabilità contrattuale servono per rilanciare il sistema universalistico a tutela dei ceti meno abbienti, nel nome della giustizia sociale” conclude il sindacalista.
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