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Gli attentatori? Tre su quattro nordafricani regolari con cittadinanza europea
Oggi 20-05-26, 09:52
Il politicamente corretto ha ormai cancellato il termine «attentato» dal dizionario della narrazione della società multiculturale. Ora sono le auto che falciano i passanti in strada, non gli autisti a bordo, i quali poi vengono immediatamente discolpati perché affetti da problematiche mentali. La responsabilità? Dell'odio degli italiani contro gli stranieri. Hanno scritto che Salim El Koudri si sentiva bullizzato perché l'Italia è un Paese di razzisti. Poi è però trapelato che, in una mail inviata all'Università di Modena, il marocchino con cittadinanza italiana scriveva: «Bastardi cristiani di merda. Voi e il vostro Gesù Cristo in croce lo brucio». Il rapporto dell'International Centre for Counter-Terrorism del 2025 offre tuttavia un quadro preciso ed esaustivo. La stragrande maggioranza degli attentati, il 76 per cento, è stata perpetrata da cittadini europei di seconda/terza generazione, principalmente di origine nordafricana, e da immigrati regolari residenti da anni sul territorio. Erano cittadini francesi i fratelli Kouachi e Amédy Coulibaly, autori della strage contro Charlie Hebdo del 7 gennaio 2015, i primi erano di origine algerina, il terzo maliana. Il bilancio fu di 20 morti e 22 feriti. Il commando del Bataclan era composto da belgi e francesi di seconda generazione. Il 13 novembre del 2015, uccisero 137 persone e ne ferirono 416. Qualche mese dopo, a Bruxelles, una cellula dell'Isis, composta da cittadini belgi e francesi di origini marocchine e algerine, uccise 35 persone e ne ferì 340, in due attentati terroristi con ordigni esplosivi presso l'aeroporto e la stazione della metropolitana di Maelbeek. Quattro mesi dopo, Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, tunisino residente regolarmente in Francia da anni, aveva falciato a bordo di un camion la folla che assisteva alle celebrazioni della Festa della Repubblica sulla Promenade des Anglais di Nizza. Nell'attentato, morirono 87 persone e 458 rimasero ferite. Il 22 maggio del 2017, il 22enne Salman Ramadan Abedi, libico con cittadinanza britannica e nato a Manchester, si fece esplodere alla Manchester Arena, al termine delconcerto di Ariana Grande. I morti, quasi tutti giovanissimi, furono 22 mentre i feriti 250. Nemmeno un mese dopo, a Londra, tre uomini a bordo di un furgone investirono le persone che si trovavano sul London Bridge. Dopo essersi schiantati contro un muro, i tre terroristi avevano proseguito a piedi, accoltellando poi i passanti. Khuram Shazad Butt, cittadino britannico di origini pakistane, Rachid Redouane, marocchino beneficiario dello status di rifugiato, e l'italo-marocchino Youssef Zaghba uccisero 8 persone, lasciando sul selciato 48 feriti. Erano cittadini britannici di origini pakistane e giamaicane gli autori dell'attentato terroristico avvenuto il 7 luglio 2005 sempre a Londra. All'ora di punta, gli attentatori si fecero esplodere su tre treni della metropolitana e a bordo un autobus, causando 52 morti e più di 700 feriti. Nell'agosto del 2017, Younes Abouyaaqoub, marocchino regolarmente residente in Spagna da dieci anni, sfrecciò a bordo di un furgono all'interno de La Rambla, investendo i passanti fino a quando si schiantò contro un muro. Aveva poi proseguito a piedi, accoltellando a morte il conducente di un'auto, sulla quale cercò di fuggire. Il bilancio fu di 13 persone uccise e di 15 feriti. Abouyaaqoub faceva parte di una cellula jihadista composta da connazionali con regolare permesso di soggiorno in Spagna, che faceva capo all'imam Abdelbaki Es Satty. Qualche ora dopo l'attentato su la Rambla, la stessa cellula cercò di investire abordo di un'auto ipassanti a Cambrils, ma si schiantarono contro un posto di blocco della polizia. Scesi dal veicolo, armati di coltelli e machete, i marocchini cercarono di accoltellare passanti e agenti, minacciando di far esplodere le cinture esplosive risultate poi fasulle. Durante l'attacco, una donna venne uccisa e cinque persone rimasero ferite. A Solingen, durante il «Festival della Diversità» dell'agosto 2024, il 26enne Issa al-Hasan, richiedente asilo siriano, accoltellò a morte tre persone, ferendone altre otto. Qualche mese prima, a Mannheim, durante una protesta contro il jihadismo, il 25enne rifugiato afgano Sulaiman Ataee accoltellò cinque manifestanti, uccidendo un poliziotto.
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