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Gli occupanti presidiano Spin Time dopo l'incendio: "Non ce ne andiamo"
Oggi 31-07-26, 08:59
All'indomani dell'incendio che a Roma ha fatto evacuare il centro sociale Spin Time, in strada regna l'attesa. Chi aspetta di sapere quando e se potrà rientrare, chi cammina avanti e indietro ancora con l'accappatoio addosso, mai tolto da quando il fumo ha invaso lo stabile, chi tiene accanto a sé la gabbia con il gatto. Le fiamme sono divampate intorno alle 22 di mercoledì. «Stavo dormendo, poi i vicini sono venuti a bussare alla mia porta e siamo scesi velocemente in strada. Il fumo stava riempiendo le scale, facevo fatica a respirare», racconta una signora sudamericana mentre tiene stretto il guinzaglio del suo cane. Il rogo sarebbe partito da «un locale tecnico affacciato sul cortile interno», spiegano gli occupanti di Spin Time, aggiungendo che «i residenti hanno reagito spegnendo l'incendio per poi evacuare autonomamente l'edificio consentendo l'intervento dei vigili del fuoco». Dopodiché la polizia di Stato insieme alla Digos è entrata nello stabile per un sopralluogo. A luglio del 2022 era accaduto un episodio simile: un incendio scoppiato in un locale usato come palestra aveva portato all'evacuazione temporanea di 150 persone. Ieri però, alle cinque del mattino, la Protezione civile si è presentata in via Santa Croce in Gerusalemme e ha montato tendoni e brandine. In strada circa 400 persone con un centinaio di minori. I più fragili, come gli anziani e le donne con i bimbi, sono stati portati nei locali del Municipio I, sede del Polo Civico Esquilino. Chi è rimasto davanti al centro sociale ha cercato l'ombra sotto ai tendoni e sollievo con i ventilatori installati in strada. Una notte intera con un via-vai di occupanti che sono entrati e usciti dallo stabile per recuperare medicine e beni di prima necessità. Poi è arrivato il via libera per recuperare i vestiti, ed ecco le persone a riempire le valigie con lo stretto indispensabile, per poi superare di nuovo il cancello rosso del centro sociale e tornare in strada. L'edificio, intanto, è stato dichiarato momentaneamente inagibile dai vigili del fuoco. Tuttora in via Santa Croce in Gerusalemme montano preoccupazione e la consapevolezza che l'alloggio abusivo ricavato negli uffici dell'ex sede Inpdap non sarà più accessibile. Un'angoscia cresciuta quando ieri alle 17, durante il presidio organizzato dai leader di Spin Time, si è presentato l'assessore capitolino alla Casa Tobia Zevi per fare il quadro della situazione: «La situazione in questo momento è che questo immobile è sottoposto a due sequestri: uno preventivo, legato all'occupazione storica, e uno probatorio, legato alle indagini in corso per capire le cause dell'incendio». Una notizia che ha gelato le centinaia di persone in strada, ma l'assessore subito rassicura: «Sono momenti drammatici, ma la cosa positiva è che c'è un dialogo. Si tratta di un accordo che dovrà includere il Comune di Roma, la proprietà dell'immobile e l'autorità giudiziaria. Ma la volontà di quest'amministrazione è che Spin Time sopravviva». Durante l'assemblea gli occupanti hanno denunciato persino «una perquisizione impropria del palazzo con fini di controllo da parte della polizia» e hanno annunciato che l'obiettivo è «rientrare nell'immobile», che «altre soluzioni non sarebbero dignitose per le famiglie che abitano qui da 13 anni». Quelle stesse famiglie che hanno passato la seconda notte in strada. «Noi lavoriamo il più velocemente possibile - ha aggiunto<ET>Zevi - Il Comune ha messo a disposizione delle strutture e circa 50 persone più fragili sono state ospitate al Polo civico». Ma la situazione non sembra destinata a risolversi a breve.
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