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Greenpeace negli abissi dell'Artico, scoperte nuove specie marine
Oggi 08-06-26, 17:07
Roma, 8 giu. (askanews) - È durata un mese la Deep Arctic Expedition, spedizione scientifica nell'Artico di Greenpeace, conclusasi a Bergen, in Norvegia, dopo aver esplorato i monti sottomarini e le sorgenti idrotermali delle profondità marine artiche. A bordo, ricercatrici e ricercatori internazionali per esplorare luoghi mai osservati dagli esseri umani e ricchi di biodiversità. I dati ricavati, dicono gli ambientalisti, nella Giornata mondiale degli oceani, "offrono nuove evidenze scientifiche sull'importanza di tutelare gli ecosistemi marini profondi, tra i più vulnerabili e meno conosciuti, oggi minacciati da attività industriali come l'estrazione mineraria in acque profonde". Tra quelle studiate, anche una delle zone che nel 2024 il governo di Oslo aveva aperto alle attività estrattive, poi sospese fino al 2029 dopo le proteste delle organizzazioni ambientaliste. Le immersioni fino a 3000 metri sotto il mare sono state trasmesse in diretta streaming e gli attivisti hanno calato un banner a 2.300 metri con la scritta "Listen to the science!" (Ascoltate la scienza!). Dalle analisi preliminari è emersa la possibile scoperta di molte specie ancora sconosciute, tra cui diverse specie di anfipodi e almeno tre di spugne. La spedizione rappresenta un importante passo avanti, afferma Greenpeace, "nella conoscenza degli abissi artici e potrebbe fornire elementi decisivi per l'istituzione di nuove aree marine protette".
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