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I pm di sentiranno Savi dopo l'intervista choc a Belve sui servizi e la copertura all'Uno Bianca
Oggi 06-05-26, 13:26
I pm di Bologna interrogheranno Roberto Savi, uno dei capi della banda della Uno bianca detenuto nel carcere di Bollate, dopo l'intervista rilasciata dallo stesso Savi alla trasmissione Rai Belve Crime e trasmessa ieri sera. L'interrogatorio non sarà svolto a breve. La Procura guidata da Paolo Guido, inoltre, acquisirà il video dell'intervista, nella quale l'ex poliziotto parla, tra le altre cose, di alcuni personaggi che avrebbero garantito alla banda una copertura dalle indagini e afferma che il vero scopo della rapina all'armeria di via Volturno era eliminare l'ex Carabiniere Pietro Capolungo. Omicidio che, fa capire Savi rispondendo all'intervistatrice Francesca Fagnani, sarebbe stato commissionato alla banda da altre persone. “Lui - dice Savi- era ex dei servizi segreti dei Carabinieri. C'era un insieme di cose intrallazzate. Il giro di armi, di persone che passano, entravano in quell'armeria lì". I magistrati bolognesi stanno indagando sulla banda della Uno bianca, con l'ipotesi di concorso in omicidio, a seguito di un esposto presentato nel 2023 da alcuni familiari delle vittime. Savi per la prima volta, dopo 32 anni di silenzio, ha rilasciato alcune dichiarazioni che hanno sollevato polemiche, soprattutto da parte dei parenti delle vittime. Savi, rispondendo alle domande di Fagnani, rivela che, per quanto riguarda l'assalto all'armeria, "non si trattò di una rapina", come invece stabilito dalle sentenze. "Ma va là, la rapina - rimarca Salvi -. Chi va a rapinare pistole? Non avevamo nient'altro che pistole in quella casa". Il motivo dell'uccisione di Capolungo, secondo Savi, sarebbe che "lui era ex dei servizi particolari dei Carabinieri. Volevano una scusa, farlo fuori in qualche maniera. Che scusa prendiamo?". Secondo Savi, il raid all'armeria bolognese è stata una delle azioni che era stata chiesta alla banda dagli 'apparati'. "Ogni tanto venivamo chiamati: 'Facciamo così', e facevamo così", racconta l'ex poliziotto che ribadisce che sarebbe stata chiesta l'uccisione di Capolungo "perché era un carabiniere. Era tutto insieme di cose intrallazzate. Lui era un ex dei servizi particolari dei carabinieri, i servizi segreti dell'Arma". "Capitava che faceste qualcosa, qualche azione perché chiesta da altri?" gli viene dunque chiesto dalla conduttrice. "Ci sono degli uffici particolari che hanno un apparato e noi eravamo di quelli che, delle volte, appunto, abbiamo fatto quel lavoro li'", risponde Savi. "Vi hanno chiesto di eliminarlo?", domanda Fagnani e Savi annuisce. "Tutte le settimane - dice ancora Savi -, passavo due o tre giorni a Roma". "Con chi parlava?", chiede Fagnani. "Eh, con chi parlavo, andavo giù per parlare con loro". "Loro chi? I Servizi?", insiste la conduttrice. "Ma sì - risponde il capo della Uno Bianca -. Insomma, quelli ci hanno aiutato, non ci hanno fatto prendere. E poi ci hanno fatto prendere". Fagnani chiede ancora come mai la banda fu catturata dopo così tanto tempo. "Ce la mettevano tutta ma non ci trovavano, non ci prendevano", risponde Savi. E quando Fagnani gli ricorda alcune parole da lui pronunciate ("A un certo punto della storia si sono inseriti dei personaggi che non sono dei delinquenti, i quali ci hanno garantito la copertura della rete investigativa"), Savi risponde: "È vero".
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