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Il M5S aggredisce Il Tempo ma è un boomerang: sommersi dalle pernacchie
Oggi 01-07-26, 11:11
Doveva essere un processo mediatico al direttore de Il Tempo Daniele Capezzone. Si è trasformato, nel giro di poche ore, nell'ennesimo boomerang per il Movimento 5 Stelle. In altre parole, erano partiti per suonarle e sono stati suonati. Convinti di mobilitare la propria base e di stringersi attorno a Giuseppe Conte, i pentastellati hanno scelto di attaccare frontalmente Capezzone, indicato come il principale responsabile della pressione politica che ha portato l'ex presidente del Consiglio ad annunciare le dimissioni dalla Commissione Covid per poter essere ascoltato in audizione. L'affondo arriva nel primo pomeriggio. Sui canali social del Movimento compare la foto del direttore de Il Tempo, accompagnata da un titolo che non lascia spazio a interpretazioni: «Continuano a gettare sterco sul nostro presidente». Subito sotto viene riportata una citazione rivolta a Conte: «È uno ayatollah della pochette, il grande imam del lockdown». Il messaggio finale è una promessa di battaglia: «Non ci fermeranno». Ma è proprio a quel punto che il copione cambia. Invece di raccogliere consenso, il post viene sommerso da decine di commenti critici. Molti utenti, anziché difendere l'avvocato di Volturara Appula, gli chiedono di rispondere alle domande della commissione senza rifugiarsi, ancora una volta, dietro il ritornello del «non era mia competenza» o del «non ne sapevo nulla». «Chi è vergognoso è un ex presidente che continua a ripetere di non essersene occupato», scrive un utente su X. Un altro rincara: «Nessuno gli impedisce di difendersi. Vada in Commissione e dica quello che sa». Così, quella che nelle intenzioni del Movimento doveva essere una dimostrazione di compattezza attorno al leader riluttante finisce per trasformarsi in un inatteso autogol. Nel tentativo di mettere all'angolo il direttore del Tempo, i Cinque Stelle si ritrovano a fare i conti con una contestazione che arriva proprio sotto il loro post, trasformando l'offensiva in un clamoroso flop. L'ex premier, che per mesi ha cercato di evitare la convocazione, è un fiume in piena. Dopo tanti silenzi, ieri ha parlato con i giornalisti a margine di un incontro sulla legge elettorale. All'uscita qualche parola sottovoce con EllySchlein, mala segretaria dem evita di esprimersi sulla giornata del partner. «Domenico Arcuri? L'ex commissario lavorò per il Paese ed è mio amico, nessuno può sindacare», tuona. Poi sulla possibile convocazione in Commissione: «A questo punto insisto perché il presidente Lisei mi convochi senza più ulteriori scuse, senza più differimenti e quanto prima in Commissione. Concordiamo subito una data». Una soluzione in linea con quanto aveva chiesto Capezzone con un appello ai presidenti delle Camere: va sbloccata l'impasse. Poi la decisione di dimettersi dall'organismo, del capogruppo di Fratelli d'Italia Galeazzo Bignami, finisce per mettere il camaleonte con le spalle al muro. Infine, l'ultimo espediente: «Mi dimetto solo un'ora prima di ricevere la convocazione». I suoi parlamentari intanto sono sul piede di guerra. Attacca il capogruppo a Montecitorio, Riccardo Ricciardi: «Le braccia sono quelle dei giornali di Angelucci, ma sappiamo bene che la campagna diffamatoria sulla pandemia è orchestrata e pianificata da Giorgia Meloni». Insiste il deputato Alfonso Colucci: «Le parole di Conte spazzano via anni di bugie di Fratelli d'Italia e dei compiacenti giornali di destra». In via di Campo Marzio, però, è il silenzio degli alleati a preoccupare: dal Nazareno nessuna solidarietà pubblica al partner costretto a spiegare. Una cautela che per alcuni è attesa di un altro passo falso dello sfidante che vorrebbe essere in rampa di lancio per tornare a Palazzo Chigi. Una brutta sensazione: «La musica è finita, gli amici se ne vanno». LA RISPOSTA DE IL TEMPO Poveri grillini, nemmeno se ne rendono conto. Ma espongono i loro avversari come bersagli da colpire, come nemici da additare alla rabbia, alla frustrazione, alla violenza. Pensano forse di impressionarmi o di spaventarmi? Al limite mi dispiaccio per loro e per il livello sempre più basso che raggiungono (D. CAP.).
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