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Il silenzio di sinistra e femministe su Ranucci. FdI: "Dove sono le voci indignate?"
Oggi 20-08-26, 15:00
Non si placano le polemiche attorno a Sigfrido Ranucci dopo la testimonianza pubblicata oggi in prima pagina da "Il Tempo", a firma di Angela Camuso, giornalista d'inchiesta e scrittrice, che racconta di avere ricevuto, a suo dire, avances non richieste da parte del conduttore di "Report" tra la fine del 2018 e i primi mesi del 2019, in occasione di quello che, secondo il suo racconto, doveva essere un colloquio di lavoro. Né Ranucci né la Rai hanno finora replicato pubblicamente alle accuse. La vicenda ha suscitato immediate reazioni in Fratelli d'Italia. Sara Kelany, componente della Vigilanza Rai, ha parlato di "accuse gravissime", chiedendo alla Rai una presa di posizione netta e denunciando quello che definisce "il silenzio assordante della sinistra" sulla vicenda. Sulla stessa linea di Kelany la deputata Grazia Di Maggio, secondo cui le "criticità" attorno al conduttore si starebbero moltiplicando nelle ultime settimane. La senatrice Elena Leonardi, vicepresidente della Commissione Femminicidio, ha parlato di "atteggiamenti intollerabili in tutti i luoghi di lavoro" e ha sollecitato una presa di posizione da parte del centrosinistra: "Auspico una netta presa di posizione e condanna da parte di quelle donne di sinistra che ad oggi sono rimaste in silenzio". Anche Augusta Montaruli, vicepresidente della Commissione di Vigilanza Rai, è intervenuta sul caso, definendo le accuse parte di "un quadro di grave commistione tra sfera privata e professionale" e chiedendo ai vertici Rai "chiarezza" e l'avvio di "ogni verifica necessaria". La deputata si è chiesta inoltre "se la sinistra e i collettivi femministi continueranno a voltarsi dall'altra parte", parlando di "una morale a doppia velocità, in cui l'abuso di una posizione di potere viene condannato in modo implacabile solo se riguarda gli avversari politici". Toni simili da Susanna Donatella Campione, della Commissione parlamentare d'inchiesta sul femminicidio, secondo cui le accuse "si inseriscono nel quadro descritto dal giornalista nel suo libro". La senatrice ha puntato il dito in particolare contro Laura Boldrini, che interpellata sulla vicenda si sarebbe limitata a un "imbarazzato: 'Non ne so nulla'", adducendo come motivazione il fatto di non aver letto il libro di Ranucci. "Singolare garantismo a senso unico", ha commentato Campione. "Quale credibilità può avere chi combatte disparità e cultura maschilista solo a giorni alterni?". Chiude il coro delle reazioni Ester Mieli, componente della Vigilanza Rai, secondo cui sulla vicenda pesa "il silenzio del campo largo".
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