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Il voto in nome di Allah per la grande moschea. Il caso italiano esplode in Europa
Oggi 29-04-26, 13:29
La maschera di un ipocrito buonismo è (finalmente) caduta. La composizione delle liste per le elezioni amministrative che si terranno in Veneto hanno confermato ciò chela destra evidenzia da sempre. Ovvero che l'innamoramento della sinistra per gli immigrati non ha solo ragioni ideologiche. Ma anche scopi pratici, che, in politica, magicamente si trasformano in voti. Sono addirittura sei i candidati bengalesi che il Partito Democratico ha presentato nelle sue liste in vista delle comunali di Venezia, dove si presenta come sindaco il segretario regionale dem Andrea Martella. Si tratta di Kamrul Syed e Rhitu Miah per Venezia, Ali Afaye Sumiya Begum perla municipalità di Mestre Carpenedo, Tanzima Akter Nisha per quella di Chirignago Zelarino e Ali Hossain per quella di Favaro Veneto. Ma non basta: sul volantino di due candidati alla municipalità di Marghera, scritto in bangla, è presente un riferimento religioso fin troppo evidente. «Nel nome di Allah, il misericordioso, il compassionevole. Assalamu Alaikum a tutti i residenti di Marghera-Venezia. Per le elezioni del consiglio municipale, due candidati della comunità bangladese sono stati indicati dal Pd. Mettete una croce sul simbolo del Pd». Un messaggio che non lascia molto all'immaginazione. L'invasione islamica e il controllo sul nostro Paese passa così da una duplice strada. Da un lato le candidature all'interno del Partito Democratico, dall'altro con la formazione del Nuovo Partito Islamico. La prima è un'idea non solo concreta, ma, de facto, che potrà essere replicata al termine delle elezioni venete in tutto lo Stivale. L'altra passa, per ora, attraverso la propaganda di alcune pagine Instagram molto seguite, tra le quali spicca quella dei Giovani Palestinesi Italiani. Una forza d'urto significativa, soprattutto al Nord, che ha già condizionato il voto all'ultimo referendum sulla giustizia. La religione come arma di propaganda e il sogno di un imponente centro di preghiera come obiettivo una volta entrati in consiglio comunale. Perché nel programma c'è presente, nero su bianco, la volontà di realizzare la più grande e importante moschea italiana a Mestre. Una scelta che rischia di modificare questa tornata elettorale da democratica a teocratica. «Il Pd sta speculando sulla comunità bengalese, promette marie monti in cambio di pacchetti di voti – ha affermato il candidato sindaco Simone Venturini – I dem sfruttano una certa inesperienza di queste comunità in nome dell'integrazione». Uno scenario, quello che si profila nel motore industriale dell'Italia, che non piace affatto all'europarlamentare della Lega, Anna Maria Cisint. Quest'ultima ha deciso così di presentare una interrogazione alla Commissione Europea. «Nell'orizzonte delle competizioni elettorali locali che si terranno a Venezia, il Partito Democratico ha inserito nelle proprie liste candidati espressione di gruppi caratterizzati da una marcata connotazione religiosa. In tale contesto, sarebbero emersi episodi in cui il sostegno elettorale è stato promosso attraverso richiami espliciti a motivazioni religiose, utilizzando l'appartenenza confessionale come leva di mobilitazione del voto. Tale circostanza solleva interrogativi in merito al rispetto del principio di laicità dello Stato e dei principi di pluralismo, libertà di scelta e non discriminazione dell'elettorato, pilastri dell'ordinamento democratico europeo». Secondo l'esponente del Carroccio, la giurisprudenza della Corte Europea dei Diritti dell'Uomo ha chiarito che la laicità costituisce una condizione essenziale per la democrazia. «Alla luce anche del recente report dei servizi di intelligence francesi su possibili dinamiche diradicalizzazione in specifici gruppi, emerge l'esigenza di garantire che il processo elettorale resti libero da ogni forma di condizionamento». L'exsindaco di Montefalcone ha poi chiesto alla Commissione se «ritenga tali pratiche compatibili con i principi di laicità, pluralismo e democraticità dell'Unione Europea e se intenda adottare iniziative per prevenire pressioni o discriminazioni dell'elettorato su base religiosa».
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