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In Famiglia Festival, oltre 5.700 presenze al Forte Trionfale. Al Pampers Village 3.000 iscrizioni
Oggi 21-09-26, 19:10
Roma, 21 set. (Adnkronos) - Oltre 5.700 presenze, più di 20 spettacoli, 72 laboratori e oltre 60 tra incontri, podcast-interviste e seminari con esperti. Sono i numeri di In Famiglia Festival 2026, la manifestazione dedicata a bambini e genitori che si è svolta il 19 e 20 settembre al Forte Trionfale di Roma. Tra le novità di questa edizione il Pampers Village, che ha registrato circa 3.000 iscrizioni e ha proposto attività dedicate alle famiglie con bambini da 0 a 3 anni, oltre a un'area dedicata alla salute e alle consulenze per le future mamme. "Questo progetto, il Pampers Village, nasce dall'ascolto dei nostri genitori. Da sempre Pampers significa il meglio per la sicurezza, per la protezione dei nostri bambini. Ma ci siamo resi conto che questo non basta, perché per prendersi cura dei nostri piccoli c'è bisogno di prendersi cura di chi li fa crescere tutti i giorni, ovvero le mamme e i papà", ha detto Antonio Fazzari, General Manager di Fater. "Quello che abbiamo raccolto da questa indagine che abbiamo fatto come osservatorio sulla genitorialità in Italia è un dato piuttosto scomodo: un genitore su due in Italia si sente solo. Perché la società è cambiata e perché i nostri genitori non trovano più quel supporto sociale che esisteva un tempo. Insomma, fare bambini in Italia non è una cosa semplice", sottolinea Fazzari. "Ci siamo fatti ispirare da un proverbio africano che dice che per crescere un bambino c'è bisogno di un intero villaggio e abbiamo appunto creato il Pampers Village che è un luogo digitale ma anche fisico dove le famiglie fanno famiglia. È un luogo dove i nostri genitori si possono mettere in rete, possono trovare strumenti utili, risposte alle loro domande, servizi e soprattutto possono sviluppare relazioni significative", spiega. Il progetto è presente anche nell'app Coccole, dove "abbiamo creato un vero e proprio social per i genitori. 100mila mamme e papà che oggi si scambiano consigli, si fanno domande, insomma fanno squadra e poi questa app digitale diventa anche un luogo fisico", afferma Fazzari. Dopo le prime tappe a Milano e Pescara, il Pampers Village è arrivato a Roma. "I nostri genitori possono imparare come giocare al meglio con i bambini, per esempio con la musica, con i suoni, con dei giochi che possano avere un significato per i nostri bimbi, possono accedere a servizi gratuiti e in un paese dove è difficile fare famiglia è veramente una gioia vedere un luogo così pieno di bimbi e di energia", dice Fazzari. A Roma il Village ha proposto tre aree dedicate ai bambini da 0 a 3 anni, tra lettura, gioco e musica, grazie alla collaborazione con il personale educativo del CSB – Centro per la Salute delle Bambine e dei Bambini e di Un Villaggio per Crescere. Grande partecipazione anche nell'area salute, con circa 600 future mamme che hanno usufruito delle consulenze di psicologi, logopedisti, osteopati, neuropsicomotricisti e altri specialisti. "Il futuro del Pampers Village ce lo racconteranno i genitori italiani. Noi partiremo sempre dall'ascolto delle mamme e dei papà in Italia e ci chiederemo come questo villaggio che stiamo costruendo con loro possa essere sempre più utile", conclude Fazzari. Sul progetto interviene anche Lina D'Alberto, Head of Marketing Baby Care, che richiama i principali elementi emersi dall'Osservatorio sulla genitorialità, realizzato ascoltando 3.000 genitori e stakeholder. "Tra le cose più importanti, il fatto che un genitore su due si sente solo, cosa normalissima perché tanti anni fa le nostre famiglie, quando tornavano dall'evento della nascita del proprio bambino, trovavano la grande tribù, la famiglia allargata, i vicini di casa, il paese. Oggi, quando si torna a casa, si trova molte volte la coppia", spiega. D'Alberto sottolinea anche il cambiamento del ruolo dei padri e l'aumento delle aspettative legate alla genitorialità. "Abbiamo imparato che la genitorialità si sta trasformando sempre di più in una genitorialità trasformativa e performativa. Ognuno di noi vuole del proprio bambino essere il primo che gattona, il primo che mette il primo dentino. Questo amplifica le aspettative di ogni singolo genitore e crea delle tensioni. I nostri papà, se un tempo rappresentavano un supporto secondario, oggi vogliono essere più protagonisti della vita genitoriale. Infatti il 63% teme di non fare abbastanza", afferma. "Da queste tre grandi cose nasce il nostro Pampers Village, con l'obiettivo di creare un supporto concreto attraverso gli eventi nei parchi, attraverso la community in app e attraverso la normalizzazione, parlandone con una campagna di comunicazione che porta al centro la solitudine genitoriale", aggiunge. La community digitale conta oggi 100mila persone. "Il 25% dei genitori 0-3 anni è all'interno della nostra community in app. Si chiedono dei suggerimenti e si danno delle piccole risposte, aprendo anche il dibattito tra di loro", sottolinea D'Alberto. L'obiettivo, conclude, è continuare a far crescere il progetto attraverso l'ascolto delle famiglie: "Vogliamo continuare a far sì che ogni giorno con l'ascolto dei nostri genitori il nostro Village diventi una tribù sempre più grande".
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