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Isis minaccia i Mondiali: «Colpire i miscredenti»
Oggi 20-06-26, 11:55
Isis minaccia i Mondiali di calcio. L'organizzazione terroristica ha pubblicato, sull'ultimo numero della rivista al-Naba, il testo nel quale indica il torneo come occasione per colpire folle, stadi e città ospitanti, trasformando l'evento sportivo in un obiettivo simbolico e operativo. Il documento, in arabo, usa il calcio come pretesto ideologico. Non attacca solo la competizione. Attacca l'idea stessa di massa, festa, appartenenza sportiva. Il titolo è costruito come una domanda religiosa e politica: «Chi gioisce oggi per la Coppa?». La risposta è un'accusa ai musulmani che seguono le partite mentre, secondo la narrazione jihadista, la comunità islamica sarebbe sotto attacco. Il testo definisce la competizione una distrazione collettiva e uno strumento del nemico. «Il credente accorto dovrebbe programmare se stesso, in tutte le sue condizioni, per sfruttare ogni occasione che gli si presenti, per sostenere l'Islam, diffondere la sua predicazione, combattere la miscredenza e respingere la sua aggressione». La cornice è quella classica della propaganda Isis: il divertimento diventa tradimento, lo sport idolatria e il pubblico bersaglio. Poi arriva la chiamata operativa. «Questa stagione è un'occasione preziosa per il mujahid solitario», si legge nel testo. Il riferimento è agli attaccanti autonomi, i lupi solitari, senza catena di comando visibile, già centrali nella strategia comunicativa jihadista dopo la perdita del territorio siro-iracheno. Il documento insiste sulla dimensione americana dell'evento e ricorda che le partite sono distribuite in più città. «Questa stagione è ancora all'inizio - si legge - e le masse dei crociati continuano ad affluire verso i suoi templi. Vi è dunque qualcuno che si affretti a cogliere questa occasione nel cuore dell'America e insanguini i cuori dei suoi sudditi, versi il loro sangue e dia loro da bere dalla coppa della morte colori diversi?». L'obiettivo è spingere all'emulazione. «Lo sport ha sottratto i loro cervelli e ha trasformato i loro cuori in ammiratori e ammiratrici», si legge nel testo in riferimento ai tifosi. Quindi invita i fedeli a «osservare gli assembramenti» e a colpire «le greggi della miscredenza». E ancora: «Questa è la vera competizione. La scelta del calcio non è casuale. Gli stadi concentrano corpi, telecamere, simboli nazionali, sponsor, famiglie, polizie locali e attenzione mediatica mondiale. Per Isis sono il bersaglio perfetto della propaganda: visibilità massima, protezione complessa, impatto psicologico immediato. Il documento lo dice senza ambiguità quando invita a non lasciare passare «l'occasione» e chiama i militanti a «partecipare a questa attività secondo il loro metodo»
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