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Israele svela la stanza delle torture (ai palestinesi) nell'ospedale di Hamas
Oggi 22-08-26, 15:05
Che l'ospedale Nasser di Khan Yunis, nella Striscia di Gaza, non fosse usato solo come ospedale era già emerso. Adesso Israele aggiunge un elemento più preciso. Le Forze di difesa israeliane e lo Shin Bet sostengono che Hamas stia usando il Nasser come centro per interrogare, torturare ed estorcere denaro ai palestinesi. Già a gennaio Medici senza frontiere aveva sospeso le attività non essenziali dopo aver segnalato uomini armati e mascherati, intimidazioni, arresti arbitrari di pazienti e un sospetto movimento di armi. A giugno, poi, una Commissione d'inchiesta delle Nazioni Unite ha documentato a Gaza 249 casi di esecuzioni e gravi violenze fisiche nel 2024 e 2025, con almeno 108 morti e 384 feriti. In almeno 60 episodi risultavano coinvolte forze legate ad Hamas. Testimoni hanno riferito che alcune punizioni sono avvenute anche in complessi ospedalieri, compreso il Nasser. Secondo l'intelligence israeliana, gli uomini della Sicurezza interna e dell'intelligence militare di Hamas operano nell'edificio Yassin, al secondo piano delle cliniche ambulatoriali. Per l'Idf il Nasser resta una «infrastruttura militare centrale» di Hamas nel sud della Striscia e anche un centro di governo estraneo alla funzione sanitaria. Hamas, infatti, avrebbe intensificato intimidazioni, interrogatori e torture nel tentativo di arginare il calo del sostegno tra i gazawi e il rischio di perdere il controllo. Pazienti e personale sanitario, riferiscono Idf e Shin Bet, segnalano una presenza stabile di uomini di Hamas, alcuni mascherati, in diverse zone del complesso. Un secondo centro sarebbe stato ricavato in un edificio già usato come uffici, poi mensa e quindi sala di preghiera. È qui che, secondo Idf, vengono interrogati i palestinesi in violazione del diritto internazionale. Uno schema che sarebbe usato anche in scuole e altre strutture civili. Per i due apparati israeliani, l'uso di queste strutture per interrogatori e torture non è un episodio isolato, ma una pratica diffusa nel sistema di sicurezza di Hamas. L'accusa non nasce dal nulla. Nel febbraio 2024 l'esercito israeliano entrò nel Nasser dopo informazioni, comprese testimonianze di ostaggi liberati, secondo cui proprio le persone rapite il 7 ottobre erano state trattenute nel complesso. Alla fine dell'operazione l'Idf effettuò circa 200 arresti, oltre al rinvenimento di armi, medicinali sigillati con nomi e fotografie degli ostaggi e un veicolo usato nell'attacco del 2023. Tra i fermati ci sarebbero stati anche uomini che avevano partecipato direttamente al massacro. Inoltre, già nel gennaio 2024 Israele aveva segnalato lanci contro le proprie truppe dall'area dell'ospedale. Adesso, il nuovo dossier inserisce elementi legati al controllo interno sui palestinesi. Nella sua denuncia, MSF non ha citato la stanza indicata dall'Idf, ma il 20 gennaio 2026 ha sospeso parte delle attività, poi riprese ad aprile, dopo aver ottenuto dalle autorità locali misure per limitare l'ingresso di armi e persone armate. Anche l'Onu, pur accusando duramente Israele in altri capitoli del conflitto, sul sistema repressivo di Hamas ha parlato di «fear-based rule», un potere fondato sulla paura, e ha qualificato omicidi e torture attribuiti a forze legate ad Hamas come crimini di guerra, chiedendo alle autorità de facto di Gaza di fermare esecuzioni extragiudiziali e torture e di non usare ospedali per attività incompatibili con la loro funzione civile.
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