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"La più grande crisi energetica della storia”. Vacanze a rischio per gli italiani
Oggi 29-04-26, 19:19
Le guerre e le tensioni in Medio Oriente stanno creando una forte instabilità nei mercati energetici globali, con il rischio di interruzioni nelle forniture di carburante per gli aerei. Faith Birol, direttore generale dell'Agenzia Internazionale dell'Energia, lo ha detto forte e chiaro: “Stiamo vivendo la più grande crisi energetica della storia”. L'Europa ha sei settimane di carburante per jet rimasti, poi i voli potrebbero essere cancellati, mettendo a rischio le vacanze degli italiani. “Ogni evento per noi diventa un'emergenza. Il punto dello stretto di Hormuz che è bloccato è quello che va dall'Oman all'Iran: non si sta muovendo nessuno”, spiega ai microfoni di “È sempre Carta Bianca”, il programma condotto da Bianca Berlinguer su Rete 4, Gianni Murano, presidente dell'Unione Energie per la Mobilità. “Questa crisi in Iran si somma alla crisi russo-ucraina, questa è la vera particolarità. - osserva l'esperto - Non è una crisi isolata, ma se ne somma a un'altra di un altro grosso esportatore sia di petrolio che di prodotti raffinati”. “L'Europa prendeva dalla Russia circa 20 tonnellate di gasolio ogni anno. - prosegue Murano - Quel gasolio, a seguito delle sanzioni, è stato ricollocato da altre parti, il 40% proprio dal Medio Oriente. Quindi è evidente che questa crisi si aggiunge proprio ad un'altra ed è una crisi che ci fa trovare come Europa di nuovo impreparati”. Molte compagnie aeree stanno già adottando misure preventive. Lufthansa, ad esempio, ha cancellato 20.000 voli fino a ottobre per ridurre il consumo di carburante, con un risparmio stimato di 40.000 tonnellate di cherosene. Nel frattempo, come emerge dal servizio della giornalista Barbara Romano, l'aumento dei costi del carburante si riflette anche sulle tariffe aeree. Rispetto al periodo marzo-aprile 2025, i prezzi dei servizi accessori sono aumentati: l'imbarco del 17,1%, il bagaglio a mano in stiva del 21% e quello più grande del 24%. Anche la scelta del posto ha subito rincari significativi, con aumenti fino al 35% per i posti in prima fila e fino al 40% per quelli standard. Rispetto allo scorso anno, alcune tratte hanno registrato aumenti fino al 29%, con un conseguente calo delle prenotazioni.
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