s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
“Qualcosa di molto grave". Cosa rivela il giallo dell'Estathè
Oggi 28-07-26, 16:08
A quasi diciannove anni dall'omicidio di Chiara Poggi, il caso Garlasco continua a offrire nuovi spunti di possibile interesse investigativo. Nelle ultime ore è tornato al centro dell'attenzione il brick di Estathé trovato nella pattumiera della villetta di via Pascoli, reperto sul quale, nel corso dell'incidente probatorio dello scorso anno, è stato individuato il Dna di Alberto Stasi sulla cannuccia. Sentito dagli investigatori nell'ambito della nuova inchiesta coordinata dalla Procura di Pavia, Stasi non aveva escluso di aver consumato la bevanda durante una delle sue visite a casa della fidanzata, pur senza ricordare con precisione quando. Tuttavia, la vicenda dell'Estathé continua ad alimentare il dibattito mediatico. A rilanciarla è stato il giornalista Luigi Grimaldi che, nel corso della trasmissione Zona Bianca, ha evidenziato una serie di presunte anomalie tra il contenitore repertato nella pattumiera e le confezioni fotografate all'interno del frigorifero della villetta. L'ipotesi del giornalista L'analisi di Grimaldi si basa sulle fotografie scattate, come lui stesso ha ricordato, dai consulenti della difesa di Alberto Stasi nel settembre e nel dicembre 2007. Secondo il giornalista, il brick recuperato dalla pattumiera presenterebbe una grafica diversa rispetto agli altri Estathé presenti nell'abitazione. In particolare, le confezioni conservate nel frigorifero riporterebbero i loghi della promozione legata al Giro d'Italia 2007, mentre tali elementi non comparirebbero sul reperto. A questo si aggiunge il codice di lotto stampato sul contenitore che, secondo Grimaldi, indicherebbe una produzione successiva alla conclusione di quella campagna promozionale. Da qui nasce l'interrogativo: il brick sul quale è stato rilevato il Dna di Stasi apparteneva semplicemente a un lotto di produzione diverso oppure quella differenza potrebbe avere un eventuale interesse investigativo? Per il giornalista, la questione merita un approfondimento: “È l'indizio di qualcosa di grave”, ha affermato. I dubbi sulla gestione del reperto Le osservazioni di Grimaldi si concentrano anche sulle modalità con cui venne gestita la pattumiera di casa Poggi. Com'è noto, il contenuto del cestino fu repertato il 16 aprile 2008, circa otto mesi dopo l'omicidio. Una circostanza che negli ultimi mesi è tornata al centro del dibattito mediatico inerente alla conservazione dei reperti. Nel suo intervento, il giornalista ha rivelato che i consulenti medico-legali della difesa di Stasi avrebbero documentato, attraverso fotografie, modifiche nella disposizione del contenuto del secchio tra ottobre e dicembre 2007: “Nella loro relazione finale scrivono e documentano con delle fotografie che il contenuto di quel secchio è stato alterato per ben due volte. Ma c'è di più: se guardiamo le immagini del repertamento, chiunque può vedere che il secchio è ulteriormente cambiato”. Secondo Grimaldi, questi elementi metterebbero in discussione l'affidabilità del reperto: “Non c'è nessuna garanzia che tutto quello che è nel secchio, a questo punto, abbia la minima attendibilità”, ha aggiunto, definendo inoltre «completamente senza senso” la scelta di aspettare 8 mesi prima di procedere al repertamento dell'immondizia.
CONTINUA A LEGGERE
8
0
0
Guarda anche
Il Tempo
17:09
Tg Economia -28/7/2026
Il Tempo
17:07
Cina, volo inaugurale per un velivolo senza pilota
Il Tempo
17:06
Tg Sport - 28/7/2026
Il Tempo
16:43
Il silenzio è un lusso svedese
Il Tempo
16:40
