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Le manovre del Nuovo Partito Islamico, in piazza per i detenuti palestinesi
Oggi 10-05-26, 08:04
Il Nuovo Partito Islamico è sceso in piazza. Ha reclamato i propri spazi e ha avanzato le richieste al Palazzo. E, dato forse ancor più rilevante, lo ha fatto alla luce del sole. Perché il tempo di volare a bassa quota è terminato. Ora i musulmani alzano la vocee rivendicano un ruolo, sociale e politico, in Italia. Ieri pomeriggio, a Milano, piazzale Domodossola è stato il punto di partenza del corteo pro Palestina organizzato da associazioni, collettivi e realtà sindacali che hanno aderito all'iniziativa lanciata per chiedere la libertà immediata peri prigionieri della Flotilla e peri prigionieri politici palestinesi. Tra gli organizzatori vanno ricordati Potere al Popolo, Usb, Osa e Api (associazione palestinesi d'Italia). La manifestazione, annunciata nei giorni scorsi attraverso locandine e social network, si è mossa perle vie del capoluogo meneghino fino all'arrivo in piazzale Aquileia. In testa al corteo hanno sventolato numerose bandiere palestinesi, mentre i partecipanti hanno scandito slogan legati alla situazione in Medio Oriente e alla richiesta di cessate il fuoco. «Libertà e giustizia per la Palestina, scendiamo in piazza a Milano per rompere il silenzio e gridare la nostra rabbia contro l'ingiustizia–si legge sulla pagina Instagram dell'Api-Le nostre rivendicazioni sono chiare e urgenti: libertà immediata per i prigionieri palestinesi detenuti in Italia: Mohammad Hannoun, Raed Dawoud, Yasser Al-Assali, Ryad Al-Bastandji, Anan Yaeesh, Ahmed Salem». Nome che i lettori del nostro quotidiano conoscono bene, essendo stati al centro di numerose inchieste e sospettati di aver rapporti poco limpidi con il mondo del terrone rappresentato da Hamas. «Libertà per Seif Abu Kishk e Thiago Ávila subito Basta perseguitare chi lotta per la giustizia». Si tratta dei due attivisti fermati dalle autorità israeliane durante l'ultima messa in mare della Flotilla. «Fine di ogni complicità del governo italiano con l'occupazione. Isolamento totale dell'entità sionista – conclude il post - Verso la Manifestazione Nazionale del 16 Maggio, nel ricordo della Nakba, per riaffermare che la memoria è resistenza e la libertà non è negoziabile». Negli ultimi mesi Milano è stata teatro di numerose iniziative legate alla crisi in Medio Oriente, tra presidi, cortei e incontri pubblici. Una serie di iniziative tutte condite dalla grottesca volontà di ribadire la necessità (secondo i ProPal) che l'Italia interrompa ogni relazione con Israele e che «la Palestina sia libera dal mare al fiume».
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