s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
L'ultimo trucco dei giudici per non far rimpatriare i migranti irregolari
Oggi 18-08-26, 12:21
La storia personale del singolo richiedente asilo viene prima del dato statistico europeo alla base della procedura accelerata di rimpatrio. È l'ultima frontiera dell'intervento giudiziario sulle politiche migratorie: la valutazione caso per caso diventa la leva capace di disinnescare dall'interno la corsia veloce costruita da Bruxelles. A fine luglio, in sequenza, quattro decreti del Tribunale di Palermo hanno sospeso l'efficacia dei dinieghi pronunciati nei confronti di tre cittadini egiziani e di un cittadino bengalese. Le domande passano alla procedura ordinaria e gli allontanamenti restano bloccati fino all'esame dei ricorsi. Le decisioni sono state emesse tra il 25 e il 29 luglio 2026 dalla Sezione specializzata in materia di immigrazione. Tre magistrati diversi hanno applicato la stessa interpretazione nell'arco di cinque giorni. La linea non riguarda il merito delle domande. Interviene prima e stabilisce quali condizioni debbano essere rispettate per collocare un richiedente nella corsia costruita dall'Ue per chiudere rapidamente i procedimenti con minori probabilità di accoglimento. Per i quattro richiedenti, la Commissione territoriale aveva respinto le domande di protezione internazionale per manifesta infondatezza. La procedura accelerata era stata applicata sulla base del tasso europeo di riconoscimento relativo ai rispettivi Paesi di provenienza. Il meccanismo è previsto dall'articolo 42 del Regolamento UE 2024/1348. La norma dispone l'esame accelerato quando il richiedente proviene da un Paese per il quale la percentuale delle decisioni di riconoscimento della protezione internazionale, calcolata sugli ultimi dati medi annuali Eurostat disponibili per l'intera Ue, è pari o inferiore al 20 percento. La soglia non determina automaticamente il rigetto della domanda. Apre però la procedura accelerata. L'articolo 45 dello stesso Regolamento rende obbligatoria la procedura di frontiera, nei casi previsti, quando ricorre anche la condizione del 20 per cento. E l'articolo 51 concentra in dodici settimane l'esame amministrativo, l'eventuale autorizzazione giudiziaria a rimanere e la fase d'impugnazione. Il Regolamento contiene però due limiti. La procedura accelerata non può scattare automaticamente se la situazione del Paese è cambiata in modo significativo dopo la pubblicazione dei dati Eurostat. Lo stesso vale quando il richiedente appartiene a una categoria di persone per la quale la percentuale generale non rappresenta le concrete esigenze di protezione. È su questa eccezione che i giudici di Palermo hanno costruito i quattro decreti. La Commissione aveva richiamato il dato Eurostat senza spiegare perché le condizioni personali dei richiedenti non rientrassero nei limiti previsti dalla norma. La stessa percentuale era stata utilizzata una prima volta per scegliere il rito accelerato e una seconda volta per dichiarare le domande manifestamente infondate. Ma il Tribunale ha attribuito al dato statistico un valore «soltanto indiziario». Quindi, l'amministrazione deve verificare la posizione del singolo prima di applicare la procedura, spiegare perché il richiedente non appartenga a una categoria esposta a rischi specifici e motivare perché la percentuale inferiore al 20 per cento sia realmente significativa per la persona sottoposta all'esame. Il peso della prova, così, si sposta così sullo Stato e la soglia europea non basta più ad aprire la corsia veloce. Il 20 per cento, quindi, cambia funzione. Da criterio operativo per selezionare le domande diventa il punto sul quale il giudice può controllare l'intera istruttoria amministrativa. Il controllo giudiziario non si limita, quindi, alla decisione finale sulla protezione. Entra nel momento in cui l'amministrazione sceglie il rito. Le udienze sono state fissate tra ottobre e dicembre. Nel frattempo, i quattro richiedenti asilo non possono essere rimpatriati.
CONTINUA A LEGGERE
12
0
0
Guarda anche
Il Manifesto
Il patto Ue si inceppa: libero un migrante
Il Tempo
15:14
