s
Tutte le prime pagine di oggi su Giornalone.it
Milano si sottomette all'Islam: maxi corteo con le donne recintate
Oggi 27-06-26, 07:44
Nabatiyeh chiama, Milano risponde. Il capoluogo lombardo è stato ieri teatro della rievocazione musulmana dell'Ashura. Nonostante il caldo da record, la stazione Centrale è stata letteralmente presa d'assalto. Migliaia di persone si sono radunate in Piazza Duca d'Aosta e poi hanno percorso via Vittor Pisani, bloccando anche il traffico. Dal Libano all'Iraq, passando per l'Iran e i paesi del Nordafrica, per due giorni i musulmani sunniti e quelli sciiti di tutto il mondo hanno celebrato l'Ashura, una delle ricorrenze sacre più importanti dell'anno islamico, che dà luogo a interpretazioni e pratiche differenti tra le due comunità (tutt'altro che solidali tra loro). Ashura significa letteralmente «il decimo» in arabo e cade nel primo mese del calendario islamico, il Muharram. Per i musulmani sunniti, l'Ashura è il giorno in cui il profeta Nuh (Noè) sbarcò dalla sua Arca dopo il diluvio sul monte Judi, nonché il giorno in cui Allah salvò il profeta Musa (Mosè) dal faraone dividendo il Mar Rosso e garantendo il passaggio sicuro ai Figli d'Israele fuori dall'Egitto. Per i musulmani sciiti, l'Ashura è il momento più sacro dell'anno, ma è un giorno di lutto: si commemora il martirio dell'imam Hussein, nipote del profeta Maometto, nella battaglia nel 680 d.C. Hussein fu ucciso a Karbala, nell'odierno Iraq, quando con i suoi seguaci si scontrò con le forze omayyadi fedeli al califfo Yazid I. Nella città di Nabatiyeh, nel Libano meridionale, decine di persone si sono radunate nei pressi della piazza principale, gran parte della quale è stata distrutta dagli attacchi aerei israeliani delle ultime settimane. I partecipanti hanno affermato che la cerimonia è stata anche una dimostrazione di resilienza. La processione infatti si è svolta tra le macerie di Nabatiyeh. I Milanesi, ma anche i turisti presenti in città, hanno assistito alla dimostrazione plastica di come il Nuovo partito Islamico non sia più solo un'ipotesi. Nei pressi della stazione meneghina, migliaia di sciiti sono accorsi per battersi il petto in segno di penitenza. Surreale non solo l'effetto visivo che trasmette quell'esternazione, ma anche il rumore dei corpi sudati. Il tutto, tra enormi bandiere islamiche, in una prova di forza che dimostra che l'islamizzazione nel nostro Paese stia diventano una (preoccupante) certezza. La nostra attenzione viene poi catalizzata da un secondo passaggio emblematico: come già osservato l'anno scorso, le donne (tutte velate) sono separate in modo ben visibile dagli uomini durante il corteo, all'interno di recinti e posizionate dietro un telo nero, alle spalle di un camion. «Siamo di fronte all'ennesimo episodio di evidente discriminazione nei confronti delle donne, che ormai è consuetudine in molte comunità musulmane – ha sottolineato il vicesegretario della Lega, Silvia Sardone - Il sindaco Sala non ha nulla da dire di fronte a queste immagini? Schlein, Boldrini e il Partito Democratico considerano queste scene un arricchimento culturale e un'integrazione positiva? Le femministe staranno in silenzio come al solito, pur di non affrontare il tema del patriarcato islamico?». L'europarlamentare del Carroccio ha poi evidenziato il problema politico. «Oltre all'oppressione femminile, colpisce il numero dei presenti e l'islamismo sempre più evidente. Il rischio serio è che, in nome del politicamente corretto e di una finta integrazione, continueremo a nascondere o censurare i nostri simboli, la nostra cultura e la nostra identità per subire tradizioni che non ci appartengono e sono inconciliabili con i nostri valori, a partire dalla libertà delle donne».
CONTINUA A LEGGERE
9
0
0
