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Molteni (Lega): A certificare siano i medici della polizia e quelli militari"
Oggi 31-05-26, 08:55
All'indomani dell'inchiesta del Tempo sulla presunta rete di false certificazioni mediche per impedire i rimpatri di immigrati irregolari, il Tempo contatta il Sottosegretario all'Interno e deputato della Lega Nicola Molteni. Sottosegretario Molteni, come valuta i contenuti dell'inchiesta del Tempo? «Se gli elementi fossero confermati saremmo davanti a qualcosa di gravissimo. Stiamo parlando dell'eventuale esistenza di un sistema finalizzato a ostacolare le politiche dello Stato contro l'immigrazione illegale. Sarebbe un vero e proprio ostruzionismo organizzato che impedisce il trattenimento e il successivo rimpatrio di soggetti che non hanno titolo per restare in Italia e che spesso tornano a delinquere sul nostro territorio». Quale può essere un'iniziativa per evitare degenerazioni di questo tipo? «La Lega ha già pronta una proposta: siano i medici della Polizia di Stato e i medici militari a certificare l'idoneità al trattenimento nei CPR e alle procedure di espulsione. In questo modo si eviterebbero zone grigie e si garantirebbe che il giudizio sia esclusivamente sanitario e non influenzato da impostazioni ideologiche contrarie ai rimpatri». Quali step e tempistiche ci sarebbero per questa proposta? «Ne abbiamo già parlato con il ministro Piantedosi e sono state avviate valutazioni tecniche. La strada più rapida è un emendamento al disegno di legge sull'immigrazione attualmente calendarizzato in Senato. È un provvedimento che contiene già importanti misure di contrasto all'immigrazione illegale e rappresenta il veicolo normativo ideale per introdurre questa novità. Se ci sarà la necessaria convergenza politica, la norma potrà essere inserita direttamente nel disegno di legge e diventare operativa una volta concluso il percorso parlamentare. Noi riteniamo che sia una molto importante». L'opposizione sostiene che il Governo punti eccessivamente sui Cpr. «Noi andiamo avanti senza esitazioni. Oggi disponiamo di dieci Cpr operativi, oltre alla struttura in Albania, e stiamo lavorando per realizzarne altri sei. Chi si oppone ai Cpr spesso racconta una realtà distorta: non vi finiscono le badanti o chi lavora onestamente, ma cittadini stranieri irregolari che in molti casi hanno commesso reati gravi. Più Cpr significa più possibilità di identificare, trattenere e rimpatriare persone socialmente pericolose». Qual è il bilancio dell'azione del Governo sul fronte dei rimpatri? «I numeri parlano chiaro. Nel 2025 abbiamo registrato circa 7 mila rimpatri, il dato più alto degli ultimi anni dopo quello del 2018, quando era ministro dell'interno Matteo Salvini. Negli anni in cui governava la sinistra, i rimpatri erano circa la metà. Quest'anno registriamo un ulteriore incremento di circa il 30% e, mantenendo questo andamento, possiamo avvicinarci alla quota di 10 mila rimpatri annui, che rappresenterebbe uno dei migliori risultati degli ultimi quindici anni». Quindi ritiene chela linea del Governo stia funzionando? «Sì. Stanno funzionando sia le politiche di contrasto all'immigrazione illegale sia quelle di riduzione degli sbarchi. Rispetto all'inizio della legislatura abbiamo registrato una diminuzione molto significativa degli arrivi irregolari. Naturalmente c'è ancora molto da fare, ma la direzione è quella giusta: più controlli, più rimpatri e più sicurezza per i cittadini italiani».
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